Referendum, Delrio: Errore legare riforma a Italicum
Il ministro dei Trasporti invita a "evitare qualsiasi tono allarmista"

"Sul referendum bisogna evitare qualsiasi tono allarmista, o scenari catastrofici. Il sistema Paese è solido, non rischiamo il default e la discussione deve restare nel merito di una riforma che invera i valori della prima parte della Costituzione, non la tradisce". Così Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, in un'intervista a 'Repubblica'. Ferma la posizione di Delrio sull'Italicum: "Risponde agli obiettivi che ci eravamo prefissi, di stabilità e di rapporto tra elettori ed eletti. Legare la riforma costituzionale all'Italicum - sottolinea - è un errore clamoroso". Dunque niente modifiche prima del referendum? "Assolutamente no - è la risposta - Vediamo cosa dirà la Consulta a ottobre, poi il Parlamento deciderà".

Con un Pd diviso il Sì rischia di perdere? "Le ragioni del Sì sono molto forti - risponde Delrio - Il Pd ha votato sei volte in Parlamento in modo compatto, dire No per la legge elettorale non avrebbe senso. Un Pd diviso esporrebbe il Paese a grandi rischi: dal 2011, con il governo Monti, ci siamo presi l'Italia sulle spalle per senso di responsabilità. Oggi il Pd è protagonista dell'azione del governo, e mandiamo tutto all'aria per il doppio turno sulla legge elettorale? Conosco i dirigenti della sinistra dem, non faranno questo errore. Mi aspetto pochi e isolati casi di coscienza". Quanto alla polemica con i partigiani, aggiunge, "l'Anpi e la Resistenza sono un patrimonio di tutti gli italiani. I toni di scontro vanno abbandonati, tra noi ci sono differenze ma questa è una occasione di lavoro comune per difendere il patrimonio della Costituzione". "Nei dibattiti alle nostre feste ci deve essere spazio anche per le ragioni del No - sottolinea - non intendiamo chiudere la bocca a nessuno. Ma il Pd ha una sua linea, e non ci si può chiedere di fare degli stand dove si fa propaganda per il No alle feste dell'Unità".
 

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