Referendum Casini: Sì inevitabile, Renzi punti sui moderati
L'idea dell'"accozzaglia", "al netto del folklore", quindi, è giusta, aggiunge Casini

Nel referendum e nella politica italiana è in atto un nuovo tipo di scontro: "Tra riformismo e serietà da una parte e demagogia e irresponsabilità dall'altra". E' quanto sostiene Pier Ferdinando Casini, leader dei centristi per il Sì, in un'intervista a 'Repubblica'. "Mettiamo che vinca il No - aggiunge - Da un lato avremmo una coalizione politica che magari perde il referendum per qualche punto, dall'altra una sorta di armata Brancaleone dove difficilmente Zagrebelsky e Brunetta o Grillo e Berlusconi potrebbero andare d'accordo".

 L'idea dell'"accozzaglia", "al netto del folklore", quindi, è giusta, aggiunge Casini. "Ma questa - sottolinea - non è la resa dei conti all'interno del Pd e sono i moderati che faranno la differenza. È così in tutt'Europa: in Germania la Merkel fa presidente della Repubblica un socialista e si ricandida; in Francia gran parte della sinistra si appresterà a votare il candidato della destra per evitare la Le Pen; in Spagna i socialisti devono votare Rajoy per bloccare Podemos. E in Italia non c'è alternativa a Renzi". C'è un'intera opposizione e perfino un pezzo di Pd che non pensa sia così. "Dico che non c'è alternativa per le persone responsabili. E la vicenda del centrodestra, il buco nell'acqua che ha fatto Stefano Parisi, ne è la dimostrazione". "Lo schema di oggi - avverte - è peggio di quello del passato: Bossi aveva accettato una Lega in posizione subordinata. Salvini gioca a fare il leader e questo condanna i moderati a un ruolo di subalternità"
"Ma questa - sottolinea - non è la resa dei conti all'interno del Pd e sono i moderati che faranno la differenza. È così in tutt'Europa: in Germania la Merkel fa presidente della Repubblica un socialista e si ricandida; in Francia gran parte della sinistra si appresterà a votare il candidato della destra per evitare la Le Pen; in Spagna i socialisti devono votare Rajoy per bloccare Podemos. E in Italia non c'è alternativa a Renzi". C'è un'intera opposizione e perfino un pezzo di Pd che non pensa sia così. "Dico che non c'è alternativa per le persone responsabili. E la vicenda del centrodestra, il buco nell'acqua che ha fatto Stefano Parisi, ne è la dimostrazione". "Lo schema di oggi - avverte - è peggio di quello del passato: Bossi aveva accettato una Lega in posizione subordinata. Salvini gioca a fare il leader e questo condanna i moderati a un ruolo di subalternità"

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