Referendum, Brunetta: Nessuno pensi al governo Renzi-bis
La "fine di un incubo" iniziato nel 2011 per l'esponente di Forza Italia

 E' la "fine di un incubo", cominciato "nel 2011, con il colpo di Stato che fece cadere l'ultimo governo eletto, quello di Berlusconi" il commento a caldo di Renato Brunetta in una intervista a Repubblica. Secondo il capogruppo di Forza Italia alla Camera "il renzismo si chiude qui. Un uomo che ha interpretato il potere in una maniera mai vista nella storia repubblicana. Con arroganza, nessun rispetto per le regole democratiche e per gli avversari, che ha utilizzato spudoratamente tutti gli strumenti del potere, noti e ignoti. Non si era mai visto un premier avere dalla sua parte la stampa, le televisioni, i tg della Rai". Perché allora questa sconfitta così netta? "C'è stato il rigetto. In questa fase della storia i cittadini preferiscono gli outsider, non ne vogliono sapere di chi ha il potere mediatico, che siano giornalisti, cantanti, attori, star eccetera", vogliono "dire no ai poteri forti, all'intossicazione mediatica e all'uomo solo al comando, si chiede un premier che pensi ai veri problemi del Paese: sicurezza, immigrazione, lotta alla povertà, welfare, rilancio economico".

 E aggiunge: "D'ora in poi, mai più cambiamenti della Carta fatta dai governi a colpi di maggioranza, ma solo attraverso l'accordo di tutte le forze del Paese". Si torna al voto adesso? "Bisogna approvare prima una legge di bilancio seria, non di marchette, che serva al Paese e non al capataz di turno. E poi in Parlamento, solo lì, pensare alla legge elettorale. Nessun tavolo con i bari". Sosterreste un governo a tempo per fare la riforma elettorale? "Una maggioranza c'è. Il Pd ha il premio di maggioranza di 130 deputati, se non se la sente ce li restituisca... Noi vogliamo una legge proporzionale per un Parlamento costituente". Con Renzi che rimane premier? "No, lui no. Ha perso. Game over". 
 

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