Reddito e pensioni, il decreto non è pronto: slitta il Cdm

A rallentare la corsa del provvedimento c'è l'esame della Ragioneria generale dello Stato, ma i motivi sono anche motivi politici

Non è ancora pronto per l'approvazione il decreto su reddito di cittadinanza e quota 100. Il Consiglio dei ministri, previsto per giovedì pomeriggio, è stato infatti rimandato alla prossima settimana, probabilmente venerdì. A rallentare la corsa del provvedimento c'è l'esame della Ragioneria generale dello Stato, che sta prendendo più tempo del previsto.

Ma i motivi sono anche politici, come lo stop della Lega sui fondi ai disabili. Se non ci sono non votiamo, aveva avvisato Salvini, ma sul punto arriva subito la rassicurazione di Di Maio: "I soldi per gli invalidi ci sono, i 260mila invalidi che percepiscono un trattamento avranno accesso al programma del reddito di cittadinanza senza doversi riqualificare per il lavoro e avranno una pensione a 780 euro se sono da soli, mentre se stanno in un nucleo familiare il nucleo avrà 1300 euro". Insomma c'è un "tesoretto di 400 milioni", che proviene dal rimodulamento delle risorse per l'assegno di cittadinanza - da 6,1 miliardi a 5,97 miliardi nel 2019 -  perché alzando la soglia per gli stranieri a 10 anni "abbiamo ridotto la platea", spiega il ministro del Lavoro.

Tra gli altri nodi da sciogliere anche quello del Tfr degli statali che, secondo la bozza di decreto, andrebbe trattenuto fino al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento.

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