Reddito cittadinanza, costituzionalista Onida: "Norma a rischio"

L'ex componente della Corte costituzionale commenta le dichiarazioni dei vicepremier, concordi a voler restringere la possibilità di ricevere l'assegno ai soli italiani: "Va esteso anche ai cittadini stranieri"

Limitare il reddito di cittadinanza ai soli cittadini italiani? "Intanto vorrei sapere che cosa si intende per reddito di cittadinanza, di cosa stiamo parlando. In ogni caso se si tratta di un provvedimento di ordine sociale, che prevede un'assistenza sociale, non può essere limitato ai cittadini italiani". Parola di Valerio Onida, costituzionalista ed ex componente della Corte costituzionale, che commenta con LaPresse le ultime dichiarazioni in materia dei due vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, concordi nella volontà di voler restringere la possibilità di ricevere l'assegno promesso dal M5S in campagna elettorale ai soli italiani. "Va esteso anche ai cittadini stranieri. Questa è la regola generale. Poi bisogna capire di quale istituto stiamo parlando", aggiunge Onida che ricorda come su questo tema la Corte Costituzionale si sia "già espressa tante volte.

I giudici sono stati chiari, funziona così sul bonus bebè ad esempio", sottolinea. Ecco allora, spiega il costituzionalista, che per poter richiedere e usufruire dell'assegno "basterebbe un permesso di soggiorno, di sicuro quello di lungo periodo sarebbe sufficiente ma forse anche un permesso di soggiorno" normale. Non sono infondati, insomma, i dubbi di legittimità costituzionale che potrebbero sorgere e il primo a rilevarli potrebbe essere il presidente della Repubblica. "Ha sempre la possibilità di rimandare alle Camere un provvedimento se ritiene che ci siano palesi motivi di incostituzionalità o, se si tratta di un decreto, di muovere delle obiezioni al governo che se poi se insiste può ripresentarlo". 

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