Rai, in Vigilanza torna il nome di Foa. È scontro sull'intesa Salvini-Berlusconi

Dura battaglia nell'organismo che deve eleggere il presidente e che, il primo agosto, l'aveva bocciato. Il presidente Baracchini: "Il nome è riproponibile"

Dopo l'intesa con Forza Italia, la Vigilanza ha approvato la risoluzione di maggioranza Lega-M5s che permette al Cda di riproporre il nome di Marcello Foa come presidente della Rai. Il partito di Silvio Berlusconi si è astenuto sulla mozione: la risoluzione è passata con i voti favorevoli di Lega, M5S e FdI. Contrari Pd, Leu e Casini. 

Come si ricorderà, Foa si è fermato a 22 voti (uno in meno del previsto) contro i 27 che sarebbero stati necessari. Da lì in poi è stato un susseguirsi di trattative più o meno sotterranee. Prima la Lega ha cercato di sostenere che Foa poteva andare avanti come consigliere anziano, ma il M5S non era assolutamente d'accordo. Poi, nei giorni scorsi, Berlusconi e Salvini si sono visti per ricucire un rapporto che, sul piano elettorale, servirebbe a tutti e due.

Sul tavolo, tra tante altre cose, anche la faccia sorridente di Foa. E il Cavaliere, che di televisioni se ne intende, ha pensato di poter cedere magari un poco sulla presidenza Rai per avere altre garanzie sul piano della politica economica. Quali, non è dato sapere, almeno ufficialmente. Di sicuro, qualunque cosa Berlusconi chieda a Salvini, fa parte di un elenco che non piace a Di Maio e al M5S.

Questo nel retroscena. Davanti al pubblico, si scontrano in Vigilanza l'opposizione di centrosinistra e i rappresentanti di Forza Italia che, se dovessero cambiare idea e votare Foa, si troverebbero in non poche difficoltà. Sul tavolo, adesso, c'è una mozione della maggioranza per riproporre il nome di Foa. Questa volta, con il pieno appoggio di Forza Italia. E, dopo un paio d'ora di discussione, la Commissione di Vigilanza  ha approvato l'emendamento del parlamentare di Fi Giorgio Mulè con cui si richiede l'audizione del prossimo presidente indicato dal Cda Rai, prima di procedere con il voto finale. "Sia Marcello Foa o Laganà o chiunque altro", precisa il primo firmatario

Baracchini - Il presidente della Vigilanza Alberto Baracchini, bisogna dargliene atto, si trova in una palude difficile da attraversare senza danni: "La mia preoccupazione - ha detto questa mattina, aprendo la seduta -  è che la Vigilanza svolga il suo ruolo di garanzia, non accordi di alcun genere. Il 7 agosto ho mandato un sollecito al Cda, ho anche mandato 4 lettere ai ministri dell'Economia e dello Sviluppo economico. Purtroppo non ci sono state risposte". Questo per rispondere ai copmmmissari del Pd e di Leu che gli chiedevano se c'era un nuovo accordo sul nome di Foa.

Poi il presidente ha comunque spiegato che nulla osterebbe (dal punto di vista procedurale) a rivotare su un nome già votato, I precedenti ci sono: "Ritengo che non ci siano profili tali da mettere in dubbio l'ammissibilità della mozione di maggioranza, alla luce dei pareri riportati. Ho ricevuto una lettera del collega Mulè in cui si chiede che la commissione prima di votare il parere sul componente del Cda Rai che sarà designato presidente si proceda alla sua audizione"

Giacomelli (Pd) - "C'è una trattativa tra la maggioranza e una parte dell'opposizione, anzi, con una persona che è un leader della comunicazione. C'è una trattativa per acquisire il 'sì' di Berlusconi da parte di Salvini per conto di Di Maio. Lo si dica, ma ci si chieda perché la Lega non può cambiare nome. A quali ambienti è stato garantito questo nome? Qual è il motivo per cui da mesi la Rai si è impallata? Qual è questa offerta che non si può rifiutare per cui i colleghi di Forza Italia devono rivalutare un nome già bocciato?". Così Antonello Giacomelli, parlamentare Pd, intervenendo nel dibattito in commissione di Vigilanza sulla mozione di maggioranza con cui si vuole riproporre il nome di Marcello Foa come presidente della Rai. 

Paragone - "Diamo la possibilità al Cda della Rai di esprimersi liberamente. I pareri giuridici sulla riproponibilità di Foa sono tutti terzi e solidi e non vi è unicità di interpretazione. E' inopportuno pensare di impaurire i consiglieri amministrazione con vicende del passato non sovrapponibili ad oggi. Capisco che le opposizioni facciano la loro partita, ma mi infastidisce dover far passare accordi segreti o patti che dovremmo ingoiare. La presidenza della Rai non è merce di scambio". Così Gianluigi Paragone, capogruppo M5S in Vigilanza Rai, intervenendo in Commissione.

Verducci (Pd) - "In Commissione di Vigilanza. Dove Lega e 5s stanno provando l'assalto al CdA Rai per fargli rivotare come Presidente Foa, lo stesso degli insulti a Mattarella e delle fake news. Dopo aver tenuto in stallo l'azienda, adesso sono pronti. Perché l'altra sera ad Arcore Berlusconi e Salvini (che ha nel suo staff il figlio di Foa) hanno raggiunto un bell'accordo su Rai, tetti pubblicitari, candidature alle regionali e via così. Alla faccia di tutto e tutti. E i grillini? I grillini sono qui a sostenere tutti contenti il Presidente della Rai deciso ad Arcore, e a godersi questo bel potere che finalmente hanno conquistato, alla faccia degli italiani". Così il parlamentare Pd Francesco Verducci su Facebook, in merito alla discussione in corso in commissione di Vigilanza Rai.

Gelmini (FI) - "Non è la presidenza Rai a preoccuparci ma le scelte di politica economica di questo governo, che rischiano di far precipitare il Paese: è su questo, molto più che sul nome di Marcello Foa, che chiediamo a Matteo Salvini delle risposte". Così Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore'. Ma l'intesa su Foa c'è o no? "Il problema non è il nome, come abbiamo detto più volte, ma il metodo. Dialogare con l'opposizione sulla guida della Rai non è una concessione e tantomeno un confronto per spartirsi poltrone ma un principio di garanzia previsto dalla legge, che proprio per questo richiede una maggioranza qualificata", risponde

 

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