Rai, cavallo acefalo. Foa non molla, possibile sblocco dopo mano tesa di Berlusconi
La partita è senza dubbio politica e la possibile soluzione sta tutta nel rapporto tra Lega e Forza Italia

Il carrozzone Rai resta ancora un gigante acefalo. Dal 30 giugno, quando sono scaduti i vertici di Viale Mazzini, l'azienda del servizio pubblico televisivo è orfana del suo presidente. Un periodo di vacanza così lungo non si era ancora visto. Dopo la designazione dell'ex La7 e Sky Fabrizio Salini come amministratore delegato, l'intesa nella maggioranza si è fermata davanti all'ostacolo interposto dalla commissione parlamentare di Vigilanza dove le opposizioni, Forza Italia inclusa, hanno bloccato la nomina di Marcello Foa a presidente della Rai. A sentire chi fa parte del Cda e della commissione di garanzia, la situazione al momento è ferma a prima di agosto. Nessuna novità, insomma.

Ma il termometro in Viale Mazzini sta piano piano risalendo sopra lo zero: la partita, secondo chi ne fa parte, è tutta politica e gli attori principali sono Lega e Forza Italia. La possibile soluzione sta tutta nel rapporto tra queste due forze. E ora c'è un elemento che potrebbe portare a sbloccare la situazione: il nuovo atteggiamento di B nei confronti del vecchio alleato di coalizione. La mano tesa dall'ex Cavaliere a Matteo Salvini sulla questione giustizia fa ben sperare quanti tifano per Foa presidente. D'altronde Berlusconi non è contrario a quella nomina e avrebbe già detto il suo 'sì' a Salvini su Foa a luglio, per poi fare un passo indietro, convinto dall'ala ortodossa del suo partito che non voleva l'appiattimento sulla linea pentaleghista del governo. Il nome del giornalista venne così bruciato in commissione di Vigilanza, dove Fi fece mancare i suoi voti proprio come Pd e LeU.

Adesso però il contesto è cambiato e un timido ottimismo si respira fra gli addetti ai lavori. Con il nuovo corso inaugurato dagli azzurri, infatti, lo stallo potrebbe risolversi con la ripresa dei lavori parlamentari di Camera e Senato. Da parte sua, Foa resiste lì dov'è: membro anziano del Consiglio di amministrazione Rai. "Resto fedele alla linea espressa dopo il Cda di agosto, attendo l'incarico e aspetto che mi dicano che fare. Anche io mi auguro di cuore che venga presa presto una decisione nell'interesse della Rai", dice interpellato da LaPresse. Chi lo conosce, sottolinea come il candidato presidente non abbia mai chiesto nulla per sé e sia sempre rimasto al di fuori dei giochi politici. Ora rimane in attesa di indicazioni chiare da parte dell'azionista di riferimento. Se il governo gli dirà che la sua presidenza non è più opportuna, Foa rifletterà sul da farsi. Per adesso, però, non ha alcuna intenzione di mollare il Cda.
La sua posizione infatti non è revocabile, Foa non è 'licenziabile'con un tratto di penna.
 

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