Raggi non si dimette dopo arresto Marra. Taverna: Scuse non bastano
La sindaca di Roma promette: "Sostituzione immediata". Opposizioni in rivolta al grido di "Onestà"

Caos a Roma, dopo l'arresto di Raffaele Marra, capo del personale del Comune, coinvolto in un'indagine per corruzione. Il provvedimento, su richiesta della procura di Roma, è stato emesso dal gip Tomaselli. Marra è uno dei fedelissimi della sindaca del M5S della capitale, Virginia Raggi. Un nome discusso che aveva fatto storcere il naso a più d'uno, ma che la prima cittadina aveva difeso strenuamente. Ed è proprio da alcune frange del Movimento che ora si chiede chiarezza.

"Procederemo immediatamente con la sostituzione di Marra", ha annunciato Raggi in una conferenza stampa tenuta all'ora di pranzo. "Marra è un tecnico, non un politico. Il mio braccio destro sono i cittadini", ha detto la sindaca prendendo le distanze e dicendo di aver appreso "con sorpresa" dell'arresto "per fatti che non riguarderebbero questa consiliatura". "Voglio essere chiara, l'amministrazione va avanti", ha poi promesso Raggi. Ma intanto in Campidoglio è montata la protesta, dopo che la sindaca non si è presentata in aula Giulio Cesare, per la riunione dell'assemblea capitolina. Dopo aver preso la parola alcuni consiglieri Pd e FdI hanno occupato i banchi del Governo. I dem hanno esposto cartelli con su scritto 'Onestà' e 'Trasparenza'.

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