Raduno della Lega a Pontida, tensioni fra maroniani e bossiani

Pontida (Bergamo), 7 apr. (LaPresse) - Raduno dei leghisti in programma oggi a Pontida (Bergamo) dove si metterà in atto il primo passo verso la costruzione della macroregione del nord. Attesi tutti i big del carroccio che, al momento, escludono eventuali scissioni interne al partito fra maroniani e bossiani. Primo fra tutti, il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, che commenta l'ipotesi che Umberto Bossi voglia fondare un nuovo partito dicendo: "Sono balle, noi siamo qui e la risposta è la gente. Se qualcuno ha voglia di dividere, si autoesclude". "Sul prato di Pontida - aggiunge - non ci sono leghisti, non bossiani e maroniani. Lasciamo ai giornali queste cose". Bossi oggi sarà presente alla tradizionale manifestazione del Carroccio, assicura Salvini, perchè "Bossi è Pontida e Pontida è Bossi". Quanto ai dissensi all'interno della Lega "quei 4 o 5 che si baloccano su Facebook - dice Salvini - perdono tempo e si autoescludono. La battaglia - conclude - si vince se si è uniti, la rivoluzione si fa se le truppe sono compatte".

Ma mentre il pratone al centro del paese bergamasco si sta riempiendo progressivamente e dal palco, su cui campeggia il sole delle Alpi e il simbolo della Lega Nord, sta iniziando la rievocazione storica del giuramento dei comuni lombardi di Pontida per combattere Federico Barbarossa, la base leghista appare divisa. "Umberto Bossi la Lega sei tu". Questo il testo di uno striscione di almeno 5 metri che è stato posizionato lungo la strada proprio di fronte al palco del raduno di Pontida. Sotto al palco ci sono molte bandiere per il padre fondatore della Lega, Umberto Bossi. Tra i cartelli ce ne sono alcuni che raffigurano il segretario della Lega Roberto Maroni con il naso da Pinocchio e uno scritta che lo paragona al personaggio di Collodi. Una protesta che ha suscitato l'ira dei maroniani. Sono volati insulti tra i due gruppi di militanti, che sono anche venuti alle mani. Sul pratone di Pontida è comparso anche uno striscione che recita "Italia di merda secessione" e lettere di grandi dimensioni che vanno a comporre la scritta "Bossi Pontida Maroni". Molte le bandiere delle 'nazioni' che compongono la Lega, dal Leone di San Marco, all'effige del Piemonte, dell'Emilia, del Trentino e della Lombardia e perfino alcuni stendardi con i quattro mori, simbolo della Sardegna.

Per quanto riguarda la situazione del Governo, Salvini commenta: "Mi provoca sempre più allergia il balletto romano. Lo diceva anche Einaudi che dallo stato centrale non ci si può aspettare nulla di buono. Siamo arrivati ad un livello di rottura di palle eccessive". E nell'ipotesi di un governissimo Pd-Pdl? La Lega potrebbe partecipare solo se si parlerà di "nord, riduzione delle tasse, esodati". "Se a Roma si mettono d'accordo bene - aggiunge Salvini - se no bene lo stesso perchè siamo pronti a dare la spallata da nord". Quanto ai saggi nominati dal presidente Napolitano, la Lega ha "incaricato uno dei nostri uomini migliori, che è Giorgetti - spiega Salvini - di sondare il terreno, se ci riusciremo bene, se no fa lo stesso". Anche se l'attenzione del Carroccio è tutta concentrata sulla macroregione del Nord, i parlamentari leghisti sono stati eletti a Roma "per responsabilità - spiega Salvini - perchè noi ci proviamo fino alla fine" a cambiare le cose. "Per la Lega - conclude - sarebbe più comodo dire andate tutti a farvi fottere però siamo troppo educati. Adesso vedremo di essere meno educati perchè la gente non ne può più".

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