Referendum propositivo, scontro Lega-M5s. Salvini: "Quorum è necessario". Fraccaro: "Il contratto non lo prevede"

Nuovo terreno scivoloso per i due alleati di governo. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta e padre della riforma ribadisce. "deciderà il Parlamento"

Non solo migranti. Lo scontro tra Lega e M5s si consuma anche su un altro terreno: quello del quorum del referendum propositivo. Se Matteo Salvini pretende una soglia minima, Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta e padre della riforma, ribadisce che il M5s vuole azzerarlo ma che sarà il Parlamento a decidere.

"Coinvolgere i cittadini è fondamentale, però un minimo di quorum bisogna metterlo altrimenti qui si alzano in dieci la mattina e decidono cosa fare", ha affermato Salvini. Ma Fraccaro gli ha subito ricordato che "anche il contratto di Governo prevede espressamente di cancellarlo, proprio per incentivare la partecipazione attiva". E ha aggiunto: "Sulle riforme costituzionali la centralità spetta al Parlamento e non al Governo. Saranno quindi le Camere, non il ministro Salvini né il ministro Fraccaro, a deliberare in merito al quorum per il referendum propositivo, con la consapevolezza che le riforme richiedono quanto meno il tentativo di costruire il maggior consenso possibile e di ascoltare tutti, soprattutto le opposizioni". 

Il referendum propositivo è all'interno della proposta di legge costituzionale cara ai penatstellati che andrà a modificare l'articolo 71 della Costituzione in materia di iniziativa legislativa popolare. Nella stessa proposta è previsto anche un taglio allo stipendio dei parlamentari su cui il M5s non arretra, con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che sostiene si tratti di "una missione", e lo stesso Salvini che lo considera "sacrosanto". Il dibattito comincerà il 16 gennaio a Montecitorio.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata