Quirinale, Renzi: Maggioranza più ampia possibile, ma niente veti

Milano, 21 dic. (LaPresse) - "Per me il Presidente della Repubblica dovrebbe essere votato dalla maggioranza più ampia possibile, dai grillini a Sel, compresa Forza Italia. Ma nessuno ha diritto di veto, nemmeno il Pd, a maggior ragione gli altri". Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi a 'Che tempo che fa' su Rai3. Il premier ha quindi voluto specificare che "il Quirinale non è nel patto del Nazareno, anche perché allora l'incarico di Napolitano non era in discussione".

Da Fabio Fazio, Renzi ha riepilogato le azioni e gli impegni del governo. Ha parlato di lotta alla corruzione, partendo dall'inchiesta di 'Mafia capitale'; di riforma della giustizia, con un richiamo all'Associazione nazionale magistrati, ed è passato poi alle Olimpiadi del 2024, alla Rai, con un accenno alla legge di stabilità (che "diminuisce" la pressione fiscale) e alla scuola.

CDM 24 DICEMBRE. Il presidente del Consiglio ha anche annunciato quali provvedimenti saranno adottati dal Consiglio dei ministri del 24 dicembre. Si partirà con i decreti attuativi del Jobs act, poi si passerà ai decreti sul fisco e sulla città di Taranto (Ilva, museo e porto). Infine ci saranno novità per l'esercito e l'arma dei carabinieri, previste anche delle nuove nomine.

ILVA. Due le novità annunciate nel corso della trasmissione. Renzi ha preso un impegno chiaro sull'Ilva, dichiarando che "è una realtà che va salvata a tutti i costi, con particolare attenzione al risanamento ambientale" e "assolutamente con un intervento pubblico". Poi ha anticipato che, d'accordo con il ministro della Cultura Dario Franceschini, "abbiamo prenotato una pagina sull'Economist del 9 gennaio per pubblicizzare un bando con cui selezionare i vertici dei dieci principali musei italiani perché vogliamo avere i direttori migliori del mondo".

UE. Infine una parola sull'Unione europea. Renzi ha spiegato che in questo momento l'Italia "ha un problema di reputazione" perciò il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil va rispettato, ma le cose potranno gradualmente cambiare. "Nel 2015 manterremo tutti i nostri impegni europei - ha assicurato -, lavoreremo però perché gli investimenti siano sbloccati dal patto di stabilità, anche attraverso il piano Juncker".

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