Quirinale, Napolitano ai politici: Nessuna autoindulgenza

Roma, 22 apr. (laPresse) - "Quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato dunque facilmente ignorato o svalutato: e l'insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilità (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono". Così Giorgio Napolitano, nel suo discorso davanti al Parlamento in seduta comune. "Attenzione: quest'ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere - ha proseguito - non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell'amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme".

Se i partiti saranno ancora "sordi", ha detto ancora il capo dello Stato, "non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese". Napolitano ha poi spiegato che "non si può più in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana".

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