Quirinale, Dellai (Ds): Politica italiana non riducibile a patto a tre

Roma, 22 dic. (LaPresse) - "Nella sua intervista su Repubblica, il ministro Alfano propone considerazioni di buon senso, anche condivisibili, ma commette un errore 'numerico', che diventa doppio errore politico. Dobbiamo essere d'accordo tutti tre, dice, intendendo Pd, Ncd e Forza Italia. Il primo errore riguarda l'assetto della maggioranza. Assieme al Pd non c'è solamente la formazione appena costituita da Ncd e Udc (che conta oggi 70 parlamentari) e che in questo momento sostiene il governo Renzi pur dichiarando di voler preparare un'alternativa. Ci sono anche i 45 parlamentari che si riconoscono nei gruppi strategicamente alleati del Pd (Per l'Italia-Centro Democratico e Scelta Civica) ai quali peraltro vanno aggiunti gli altri 16 senatori del gruppo Autonomie, pure collocati in maggioranza, per un totale di 61 parlamentari". Lo dichiara in una nota l'onorevole Lorenzo Dellai (Democrazia Solidale), presidente del gruppo parlamentare 'Per l'Italia-Centro Democratico' alla Camera.

"Sono gruppi parlamentari diversi - aggiunge Dellai - ma non è difficile (e si vedrà) riscontrare una posizione comune nei passaggi delicati. Il secondo errore politico riguarda l'opposizione, che non può essere ricondotta alla sola Forza Italia, interlocutore certo importante ma non esclusivo per quanto riguarda la formazione di una larga convergenza per l'elezione del Capo dello Stato".

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