Quarant'anni fa la morte di Aldo Moro per mano delle Br
Il 9 maggio 1978 il presidente della Democrazia cristiana viene ritrovato, dopo 55 giorni nella cosiddetta 'prigione del popolo', nel bagagliaio di una Renault 4 rossa abbandonata in via Caetani. Da quel giorno nulla fu più come prima

Quarant'anni fa moriva, ucciso dalle Brigate Rosse, Aldo Moro. Un fatto che sconvolse l'Italia repubblicana. Il 9 maggio 1978 il presidente della Democrazia cristiana viene ritrovato, dopo 55 giorni nella cosiddetta 'prigione del popolo', nel bagagliaio di una Renault 4 rossa abbandonata in via Caetani. Un luogo simbolico, a metà strada tra piazza del Gesù, dove c'era la sede nazionale della Dc, e via delle Botteghe Oscure, quartier generale del Partito comunista. Poche ore dopo il ritrovamento del cadavere, annunciato da una telefonata del brigatista Valerio Morucci, Francesco Cossiga si dimette da ministro dell'Interno. La famiglia di Moro rifiuta i funerali di Stato, ritenendo le istituzioni colpevoli di non aver fatto abbastanza per salvargli la vita. Alcuni giorni dopo Papa Paolo VI, amico e confessore dello statista, celebra una commemorazione funebre pubblica a cui partecipano numerose personalità della politica e delle istituzioni. Moro viene poi seppellito a Torrita Tiberina, dove amava soggiornare.

Tra i fondatori della Democrazia cristiana e suo rappresentante alla Costituente, Aldo Moro diventa segretario del partito nel 1959. È stato più volte ministro e come presidente del Consiglio ha guidato diversi governi di centrosinistra (1963-68), promuovendo nel periodo 1974-76 la cosiddetta strategia dell'attenzione verso il Pci. È stato rapito e ucciso dalle Br proprio mentre prendeva forma il governo di solidarietà nazionale, progettato con il segretario del Partito comunista Enrico Berlinguer.

Il commando brigatista è entrato in azione in via Fani il 16 marzo uccidendo tutti gli uomini della scorta di Moro, Oreste Leonardi, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino e Giulio Rivera. Quello stesso giorno, Mario Moretti, uno dei suoi carcerieri, scrive il primo comunicato che elenca tutte le presunte responsabilità politiche dello statista e annuncia l'inizio di un processo nei suoi confronti. Sotto interrogatorio, Moro ripercorre trent'anni della sua carriera politica e della storia repubblicana, come annotò nel suo memoriale.

Quando muore, Moro (nato a Maglie, in Puglia, il 23 settembre 1916) ha 61 anni. Nel 1963, a soli 47 anni, aveva guidato il primo governo di 'centrosinistra', composto dall'inedita coalizione Dc, Psi, Psdi e Pri, mentre il governo Moro III (23 febbraio 1966-5 giugno 1968), in carica 833 giorni, rimane uno dei più longevi della storia della Repubblica.

Tante le iniziative dedicate allo statista in queste ore. La vigilia del 31esimo Salone internazionale del libro di Torino, in programma da giovedì 10 a lunedì 14 maggio, cade a quarant'anni esatti dall'assassinio di Moro. Il Salone ha scelto di dedicargli l'evento di anteprima in programma mercoledì alle 21.15 alle Ogr-Officine grandi riparazioni di Torino: 'Con il vostro irridente silenzio', uno studio in forma di lettura dalle lettere dalla prigionia e dal memoriale di Aldo Moro. Protagonista è Fabrizio Gifuni, che ha scelto i testi e ne ha curato la drammaturgia. Fra gli eventi, anche il ricordo della Fondazione Donat-Cattin e della Fondazione Vera Nocentini, organizzato stasera a Torino. L'incontro è intitolato '1978-2018 Aldo moro, un uomo libero' e si tiene alle 18 al Polo del '900 (via del Carmine 14).
In programma testimonianze e interventi, fra gli altri, di Guido Bodrato, politico e collaboratore di Moro, e dello storico Gianni Oliva.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata