Putin a Roma, città blindata. Prima da papa Francesco, poi da Mattarella e Conte
Putin a Roma, città blindata. Prima da papa Francesco, poi da Mattarella e Conte

In serata la cena coi vicepremier Salvini e Di Maio. In agenda anche un incontro con Berlusconi. 

Roma blindata per la visita lampo di Vladimir Putin. Il presidente russo è atterrato a Fiumicino per dieci ore dense di appuntamenti nella Capitale. La prima tappa della sua visita in Italia è stata in Vaticano, dove è rimasto a colloquio per 55 minuti con Papa Francesco. Poi ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a palazzo Chigi. In serata, al ricevimento organizzato a Villa Madama, Putin incontra i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. In agenda anche un incontro privato con l'amico Silvio Berlusconi a Fiumicino prima di ripartire.

Chigi - È terminato a palazzo Chigi, dopo oltre un'ora e mezza, l'incontro tra Putin e Conte. "Sono ben felice di restituire la cortese e calorosa accoglienza che il presidente mi ha riservato nell'ottobre scorso. Il nostro è stato un incontro molto cordiale e molto positivo", ha dichiarato il premier. Per il presidente russo l'incontro con Conte "è stato concreto e costruttivo, questo vale anche per la conversazione avuta con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella".

Quirinale - Il leader del Cremlino è stato accolto dal picchetto d'onore nel cortile del Quirinale e al suo arrivo sul torrino del palazzo si è issata anche la bandiera russa. All'incontro con Mattarella era presente il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi. Lo rende noto una nota del Colle.  Il primo incontro tra Mattarella e Putin si è svolto nell'aprile del 2017. 

Tra Russia e Italia i rapporti bilaterali "sono ottimi nonostante raffreddamenti delle relazioni tra la federazione e l'Occidente dovuta alle diverse valutazioni sull'Ucraina", trapela dal Quirinale. La situazione in Libia rappresenta per entrambi "una preoccupazione comune a causa della guerra civile e il conseguente ritorno de terrorismo islamico, battuto in Siria". Il capo dello Stato ha infatti sottolineato, si apprende, "l'importanza della stabilità libica per l'Italia e per l'Europa". Putin, viene riferito, è ben conscio del rischio di destabilizzazione che la crisi libica comporta, sottolineando anche la diversa posizione dei Paesi vicini sulla soluzione politica. Per quanto riguard il Venezuela i due capi di Stato hanno registrato "una convergenza sulla necessità di costruire un percorso pacifico che permetta al popolo venezuelano di scegliere il proprio governo con nuove elezioni presidenziali". 

Vaticano - L'arrivo di Putin dal Papa era atteso per 13, e come quattro anni fa, nell'ultima visita, lo Zar è arrivato con circa un'ora di ritardo. Il leader russo è stato accolto nel Cortile di San Damaso dal picchetto d'onore della Guardia Svizzera, presenti anche il prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gaenswein, che poi ha accompagnato la delegazione all'ascensore per salire alla Terza Loggia, dove ha incontrato Bergoglio. Dopo la stretta di mano nella Sala del Tronetto dell'Appartamento pontificio è iniziata quindi l'udienza, durata 55 minuti. Si tratta del terzo incontro tra i due capi di Stato: il primo fu il 25 novembre 2013 e poi il 10 giugno 2015.

Nel corso del colloquio ci si è soffermati sulla questione ecologica e su alcune tematiche dell'attualita` internazionale, con particolare riferimento alla Siria, all'Ucraina e al Venezuela. Inoltre è stata espressa da ambo le Parti soddisfazione per lo sviluppo delle relazioni bilaterali, ulteriormente rafforzatesi con la firma, in data odierna, di un protocollo di intesa riguardante la collaborazione tra l'Ospedale 'Bambino Gesù' e gli Ospedali pediatrici della Federazione Russa. Sono state poi affrontate alcune questioni di rilievo per la vita della Chiesa cattolica in Russia. 

L'intervista  - L'arrivo in Italia è stato anticipato da un'intervista al Corriere della Sera. "I contatti con i partiti politici degli Stati stranieri si mantengono di regola su base inter-partitica. Così la Lega italiana e la nostra Russia Unita collaborano nell'ambito di un accordo di cooperazione. La Lega e il suo leader Salvini sono attivi sostenitori di un ripristino della piena cooperazione tra Italia e Russia", ha spiegato Putin al quotidiano di via Solferino.

E sul rapporto con Salvini rivela: "Ci siamo incontrati nel 2014 a Milano, abbiamo discusso le prospettive di sviluppo dei legami italo-russi e delle relazioni tra Russia e Unione Europea. Da allora, per quel che mi è noto, il signor Salvini e rappresentanti del suo partito mantengono contatti con i colleghi russi interessati allo sviluppo della cooperazione con i propri partner italiani. L'ho detto varie volte e lo ripeto: nei nostri rapporti con gli Stati stranieri facciamo riferimento ai dirigenti legalmente eletti, legittimi. Siamo pronti a lavorare e lavoreremo con quelli che sono stati scelti dal popolo italiano a prescindere dalla loro appartenenza politica. Per quanto riguarda Berlusconi, ci legano rapporti di amicizia pluriennali. Silvio è un politico di statura mondiale, un vero leader che propugna fermamente gli interessi del suo Paese nell'arena internazionale. Suscita rispetto la sua sincera volontà di preservare e moltiplicare il potenziale accumulato nei rapporti tra i nostri Paesi. Non riusciamo a incontrarci spesso, ma quando tale opportunità si presenta, lui non si permette mai di discutere questioni di politica interna. E non lo faccio nemmeno io".

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