Prove da premier per Salvini: "Farò di tutto per rispettare mandato. Camere ai vincitori"
Il leader della Lega ribadisce il suo no a governissimi, passi di lato e minestroni: "C'è un programma scelto dagli italiani e va rispettato"

Un discorso da premier. Forse ispirato dal luogo e dalla natura dell'uditorio, Matteo Salvini regala ai giovani della Scuola di formazione politica della Lega, a Milano, le sue parole più chiare: "Farò tutto quello che è umanamente possibile per rispettare il mandato che gli italiani ci hanno dato, ovvero di andare a fare il presidente del Consiglio, ma senza scendere a patti e rinnegare la nostra Bibbia che è il programma". E ancora: "Ho letto ipotesi astruse di governissimi, di governini, di passi di lato. C'è un programma scelto dagli italiani".

Lo sguardo è rivolto alla formazione del governo: Lega e Cinque Stelle in queste ore stanno infatti cercando i numeri e Salvini non vuole restare a guardare, forte dei voti presi dalla coalizione di centrodestra. È da li che si parte, secondo il segretario leghista. "Quello del centrodestra è il programma, si può discutere e si può arricchire ma da lì si parte". Al leader del Carroccio "interessa trovare una maggioranza di governo che aiuti a cancellare la legge Fornero, a diminuire le tasse e ad arginare un'immigrazione senza controllo. Stiamo approntando un programma da offrire a tutti i parlamentari su questi punti". Un messaggio rivolto a chi preme per un'alleanza con M5S e chi invece guarda al Pd. "Io non sto smaniando: non mi alzo la mattina o vado a letto la sera dicendo 'o faccio il presidente del Consiglio o sono un uomo finito' - precisa raccogliendo la standing ovation della platea -. No, io sono a servizio. Se si realizza il programma, bene. Se bisogna inventarsi pateracchi o minestroni, non sono assolutamente a disposizione". Intanto, sulle presidenze di Camera e Senato non lascia adito a dubbi: "Fare il contrario di quello che gli italiani hanno scelto la settimana scorsa sarebbe una follia. Ci sono due forze politiche che hanno vinto le elezioni... Non penso sia tanto difficile intuire con chi si ragiona". Rivendicando così un ramo del Parlamento per la Lega e uno per i Cinquestelle. E sull'ipotesi che sia lui a fare il premier: "C'è un programma voglio rispettarlo: io sono a disposizione. Altre strade non ce ne sono, quindi se ci sono i numeri si parte".

Il concetto usato, anche per galvanizzare l'uditorio, è quello della riduzione delle tasse, in vista della futura manovra economica: "La prepareremo di segno diametralmente opposto" a quello dei sacrifici e dei vincoli europei, e quindi "meno tasse per tutti", perché "il mio impegno è di andare al governo per rispettare gli impegni con gli elettori. Se le norme europee ci consentono di stare meglio, le rispettiamo. Altrimenti questi vincoli europei valgono meno di zero: prima vengono gli italiani". Domani Salvini sarà a Strasburgo "per l'ultima volta" da eurodeputato. Prima, però, il Consiglio federale della Lega, in via Bellerio, a Milano.

Conquistato con le elezioni il primato nella coalizione di centrodestra, di certo Salvini ora lavorerà per cristallizzare la proiezione nazionale del partito. "Sono contento che siano stati smentiti quei gufi da salotto che dicevano che la scelta nazionale della Lega ci avrebbe penalizzato al Nord: non abbiamo mai preso così tanta fiducia e consenso", lancia la prima stoccata per poi rilanciare con una nuova fase congressuale. "Il percorso della Lega mi sembra chiaro e se ne sono accorti tutti sia dentro sia fuori ed è stato accettato con entusiasmo - spiega -  quindi prima viene la possibilità di andare al governo e passare dalle parole ai fatti e poi la Lega farà il suo congresso".
 

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