Primarie, Renzi: Con me Pd al 40%, con loro al 25%, se perdo no guerra

Torino, 21 ott. (LaPresse) - Un Matteo Renzi a 360 gradi quello che, dal palco del PalaOlimpico di Torino, ha parlato nel corso di una manifestazione pubblica, che fa parte del tour che il sindaco di Firenze porta avanti in tutta Italia per la sua campagna per le primarie del Pd. Sulla polemica in atto con Bersani, suo competitor nelle primarie, in merito alle frequentazioni del primo cittadino di Firenze con esponenti della finanza, come Davide Serra, per le loro attività svolte alle Cayman, cosiddetto 'paradiso fiscale', Renzi interviene con una battuta: "Sono arrivato in ritardo perché avevo un aereo dalle Cayman... La sinistra è ossessionata dal denaro, la sinistra dovrebbe far ridere i poveri e non far piangere ricchi".

Renzi torna all' attacco sulle regole del gioco delle primarie stabilite dal Pd: "Le primarie - afferma - sono ispirate dalle vostre paure e non dal nostro coraggio. Mi spiace per Bersani". Per il rottamatore però "le primarie sono una opportunità per riportare entusiasmo dopo Scilipoti e Batman. C'è un vento nuovo". Ma "la parola comunicazione non deve far paura alla sinistra, non è una parolaccia. E' un autogol se la comunicazione è di plastica, come qualcun'altro ha fatto per molti anni", avverte Renzi.

Il sindaco di Firenze non risparmia qualche critica al governo tecnico, il giorno dopo che il premier ha detto di vedere avvicinarsi la fine della crisi economica. "Chi vi racconta che la crisi è finita vi sta prendendo in giro. Non c'è fine alla crisi, è un cambiamento, quindi contiene delle opportunità", è l'affondo di Renzi. E ancora sull'esecutivo dei tecnici Renzi mette a fuoco luci e ombre: "Il governo Monti- afferma Renzi - è senza anima. Monti ha ridato autorevolezza, ma non una speranza. Mi è piaciuta la riforma delle pensioni, non la riforma del lavoro e la legge di stabilità". Sull'ipotesi di un ritorno di Monti a Palazzo Chigi, dalla trasmissione 'In 1/2' ora di Lucia Annunziata, Renzi, poi, taglia corto: "Basta chiacchericcio su Monti bis e Monti ter, diamo risposte concrete".

Ancora un riferimento alla polemica in atto con Bersani su rapporti fra politica e potere finanziario: "Conosco bene che danni ha determinato il rapporto tra finanza e politica- spiega Renzi- in 6 mesi hanno distrutto quanto i senesi hanno creato in 600 anni. E poi c'è la politica al Governo che il giorno prima dell'opa su Telecom chiama capitani coraggiosi. Una cosa che ha fatto dei danni che Telecom paga ancora adesso". "Da Bersani ho sentito delle parole di troppo sulla polemica legata alla cena con Davide Serra. Bersani credo debba scusarsi. Serra lo stimo, la polemica si ritorcerà contro Bersani", ha aggiunto Renzi. E su questo tema una sottolineatura arriva anche dallo spin doctor del primo cittadino di Firenze: "Il rapporto con il mondo della finanza e delle banche è importante quanto quello con il mondo del lavoro", ha detto Giorgio Gori, coordinatore della campagna per le primarie del Pd di Matteo Renzi, arrivando al PalaOlimpico torinese, dove il sindaco di Firenze ha parlato davanti a una platea di circa 3mila persone.

A Bersani poi, oltre a inviare un messaggio critico sulle regole delle primarie Renzi, fa sapere: "Se perdo sarò leale e rispetterò le regole. Noi daremo a chi vince una mano, ma non si scappa e non perderemo la faccia. Se vinciamo sorrideremo e non scateneremo nessuna guerra come dice qualcuno". Ma sul posizionamento dei Democratici nel mercato del consenso politico il 'rottamatore' rimarca la differenza rispetto alla concezione del Partito democratico e al suo elettorato potenziale: "Il mio Pd - sottolinea Renzi - arriva al 40%, il loro Pd al 25 per cento". Il sindaco di Firenze non abbandona certo nel suo intervento a Torino, tappa di un tour che lo porta in Piemonte e anche in Valle d'Aosta, i suoi toni da 'rottamatore' della politica: "Se vinco- evidenzia - il passo indietro di D'Alema sarà definitivo".

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