Primarie Pd,. Nicola Zingaretti è il nuovo segretario. "Affluenza sopra 1,8 milioni di elettori".

Alto il numero dei votanti rispetto alle aspettative: sarebbero più di quelli che andarono a votare nel 2017. Martina e Giachetti riconoscono la vittoria del governatore del Lazio che avrebbe raggiunto il 70% dei voti

E' Nicola Zingaretti il nuovo segretario del Partito Democratico. Il governatore del Lazio dovrebbe aver raggiunto quasi il 70 per cento dei voti e sarà dunque eletto direttamente senza dover passare attraverso l'assemblea nazionale del partito.. Le primarie del Pd sono state complessivamente un successo con oltre 1,8 milioni di votanti nei settemila gazebo organizzati in tutta Italia. Se questo fosse il risultato effettivo, il dato sarebbe superiore al milione e 700 mila del 2017- Molte le code e molta gente ancora in attesa alle 20 quando i seggi sono stati chiusi (chi era in coda ha potuto votare). Poco dopo le 21, il risultato era già abbastanza chiaro tanto che sia Roberto Giachetti (12%) che Maurizio Martina (18%) che è al secondo posto, hanno riconosciuto la vittoria di Zingaretti: "Buon lavoro Nicola Zingaretti, buon lavoro segretario. Contento di avere contribuito a questa bellissima giornata. Da oggi sempre più #fiancoafianco nel Pd per l'Italia #Primarie2019" ha scritto su Twitter Martina. E Giachetti ha telefonato a Zingaretti complimentandosi per il successo. Significativo anche il commento di Carlo Calenda, un po' il convitato di pietra di questo voto, che, oggi, ha fatto lo scrutatore in un seggio romano: "Complimenti a Nicola Zingaretti. Da domani tutti a lavoro per 'Siamo Europei' senza perdite di tempo, divisioni e tatticismi". 

Subito tutti i big del partito chiedono unità: "Buon lavoro al nuovo segretario del Pd #NicolaZingaretti. Il popolo del centro sinistra ci chiede di chiudere la stagione del fuoco amico. Il centrosinistra è vivo, ed è l'unica alternativa al governo dei cialtroni. #PrimariePD". Lo scrive su twitter il parlamentare dem Andrea Marcucci.

"Una grande affluenza e una vittoria netta di Zingaretti. Sono buone notizie. Può aprirsi la possibilità di procedere a ricostruire una sinistra plurale e inclusiva. (Fine).A patto che da domani si metta da parte il bastone e si cominci davvero a discutere e a cambiare. Lo spero e per questo voglio battermi. Come tanti altri compagni di cui una vera sinistra non può fare a meno". Lo ha scritto su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

Zingaretti - "Sono contento - ha detto a caldo Nicola Zingaretti - , abbiamo vinto ancora un'altra volta. Grazie all'Italia che non si piega e non si vuole arrendere a un governo pericoloso". E poi: "Da domani al lavoro per voltare pagina. Io farò di tutto per essere all'altezza. Saprò ascoltare e saprò decidere. Aprirò una nuova fase costituente per il nuovo Pd". Poi una dedica: "Dedico la vittoria a Greta Thunberg, la ragazza attivista svedese che lotta per la salvezza del pianeta. E a tutti i ragazzi e le ragazze italiane che il 15 marzo occuperanno le piazze italiane per un nuovo modello di sviluppo e per difendere il pianeta". 

Zingaretti ha dedicato iun pensiero anche a Renzi: "Matteo Renzi mi ha scritto per farmi gli auguri e lo ringrazio. Rischio scissione scongiurato? Non ci ho mai creduto, penso che non sia nella testa di nessuno".

Poi una riflessione sul risultato e sull'impegno che lo aspetta:  "Io ancora non ho capito perché è toccato a me, ma so che è toccato a me. E so che sono arrivato a questo punto perché non sono mai stato solo. Ho sentito spesso questa frase: 'Nicola, noi torniamo ma non deludeteci: è l'ultima spiaggia'. Abbiamo smentito le previsioni più angoscianti, abbiamo segnato un passo importantissimo per la storia repubblicana ma è solo un primo passo. Vogliamo ridare all'Italia una nuova, bellissima, identità per guardare al futuro"..

Zingaretti ha parlato anche del governo e della maggioranza: "Fanno molti selfie, molti sorrisi, molte cene, molta propaganda per nascondere la drammatica realtà alla nostra Italia: questo paese torna a essere un paese in ginocchio"

Salvini - Si fa vivo anche il ministro degli Interni, Matteo Salvini: "Buon lavoro al nuovo segretario del Pd, Nicola Zingaretti e complimenti per l'organizzazione anche se il dato di oggi è il minimo storico di partecipazione. Rispetto ogni singolo voto espresso ma non posso non vedere che negli ultimi 10 anni la partecipazione al voto alle primarie del Pd si è quasi dimezzata. Dagli oltre 3 milioni del 2009 sono passati nel 2013 (Renzi segretario) a 2.814.000 e nel 2017 a poco più di un milione e 800 mila".

Lotti - Anche dai renziani arriva un segnale distensivo. Affidato a Luca Lotti via Twiitter: "Buon lavoro a Nicola Zingaretti, nuovo segretario del Partito Democratico. Complimenti anche a Maurizio Martina e a Roberto Giachetti. È stata una grande giornata di democrazia. #pd".

La giornata - Negli oltre 7mila seggi, tra sezioni e gazebo organizzati in giro per l'Italia grazie al lavoro di 35mila volontari, le code per eleggere il nuovo segretario del Partito democratico tra Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti sono state tante. Da Roma a Milano, passando per Napoli e Torino, gli elettori sono rimasti in fila a lungo. 

Tanto l'entusiasmo dei tre candidati e di tutti gli esponenti dem, che hanno parlato quasi all'unisono di una "bella giornata per la democrazia". Martina ha votato a Bergamo in mattinata, poco prima di Zingaretti e Giachetti che hanno espresso la loro preferenza a Roma, rispettivamente in piazza Mazzini e a Monteverde

Ai seggi si sono recati anche i big dem, da Matteo Renzi a Maria Elena Boschi, passando per Romano Prodi, Enrico Letta e Paolo Gentiloni. Da Bruxelles ha votato Federica Mogherini. "Anche qui siamo in tanti a votare per le primarie", ha twittato l'Alto rappresentante della Commissione Ue per gli Affari esteri e la sicurezza. Mentre a piazza del Popolo a Roma c'era anche Carlo Calenda, nell'insolita veste di volontario scrutatore.

Ma non solo personaggi politici sono stati avvistati ai seggi: hanno votato anche Roberto Benigni, Gigi Proietti, Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Sabrina Ferilli e lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio.

I numeri non sembrano però spaventare il ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Rispetto la partecipazione e le idee di tutti, ma Renzi, Boschi e Prodi hanno già governato (male) per tanti anni e sono stati già bocciati più volte dagli Italiani. Quello è il passato, il presente e il futuro siamo noi". 

Tensioni per il voto di un capogruppo di Leu - Momenti di tensione a Roma. Da quanto si apprende da fonti del partito territoriale, infatti, nel III municipio, nel seggio del Tufello, si sarebbe presentato anche il capogruppo municipale di Liberi e uguali. Racconta chi era presente, che i rappresentanti di lista si sarebbero opposti, chiedendo il rispetto dell'articolo 10, comma 1, del regolamento (sono ammessi al voto "le elettrici e gli elettori che 'dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito democratico, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell'Albo pubblico delle elettrici e degli elettori'"). L'esponente di Leu alla fine sembra aver partecipato alla consultazione, ma quanto accaduto sarebbe stato comunque messo a verbale. 

Imbrattato con scritte naziste circolo dem a Campalto - Scritte naziste al circolo Pd di Campalto nel Comune di Venezia, la notte prima delle Primarie. Lo denuncia il deputato dem Nicola pellicani che scrive in una nota: "Un gesto d'inciviltà politica, una provocazione che si inserisce nel clima di intolleranza, razzismo e aggressività che c'è nel Paese. Anche i fascisti si sentono più protetti. Alzano la testa in una giornata in cui in modo democratico il Pd elegge il suo segretario nazionale, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone. Bisogna reagire a questi episodi e la manifestazione di ieri a Milano è un bel segnale. Moltiplichiamo le manifestazioni contro la violenza, contro l'intolleranza e contro il razzismo, per difendere i valori democratici".

Elezione del segretario e dell'Assemblea - Ai gazebo sono stati scelti anche i componenti dell'Assemblea nazionale, il massimo organismo democratico del partito creato per decidere sulla politica e sull'organizzazione del Pd. Rimane in carica quattro anni, come la segreteria, ed è composto da mille persone elette alle primarie con le liste collegate ai candidati, cui si aggiungono trecento rappresentanti eletti in concomitanza con le elezioni delle assemblee regionali e cento componenti eletti dai parlamentari. Non basterà prendere più voti degli avversari per diventare segretario del Pd. Lo statuto del partito prevede il quorum del 50% più uno dei voti. Se nessuno supera questa soglia, sarà l'assemblea già convocata per il 17 marzo scegliere. Per votare è necessario recarsi al seggio con un documento di riconoscimento in corso di validità, la tessera elettorale e un contributo minimo di due euro.

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