Primarie, Fondazione Big Bang: Appelli al voto non sono pro-Renzi

Firenze, 29 nov. (LaPresse) - "La Fondazione Big Bang, conformemente ai propri scopi statutari, ha finanziato l'iniziativa di partecipazione al voto di domenica prossima che tra oggi e domani apparirà su molti quotidiani. Non si tratta di un appello a favore di Matteo Renzi, ma di una sollecitazione ad esercitare un diritto di scelta". Così Alberto Bianchi, presidente della 'Fondazione Big Bang' spiega la pubblicazione degli appelli al voto delle primarie presenti su molti quotidiani oggi e che saranno ripetuti anche domani. "E' indiscutibile che questo sia un momento in cui la scelta che sarà fatta è decisiva per il futuro dell'Italia - spiega Bianchi - non posso immaginare che un appello a votare sia male interpretato da chicchessia".

L'iniziativa spiega Bianchi, non è un appoggio a Renzi. "La Fondazione supporta Renzi, lo ha fatto e lo farà, ma non con questo appello, che è - ripeto - un appello a tutti a votare, non a scegliere l'uno invece che l'altro candidato. Tra gli scopi statutari della Fondazione sta la promozione di strumenti di collaborazione effettiva delle persone alle decisioni politiche e amministrative che le riguardano, in particolare elaborando e diffondendo modalità partecipative che utilizzino appieno le potenzialità della rete. Questa iniziativa è pienamente coerente con tale scopo". Bianchi ci tiene a ribadire che non c'è la minima violazione del Codice di comportamento dei candidati: "Prché questa non è una spesa, sono circa 100.000 euro, di propaganda a favore di un candidato. Sfido chiunque a dimostrare il contrario, dal momento che questo è un appello al voto, non un appello per Matteo Renzi".

Inoltre, fanno notare dalla fondazione che Bersani, domenica 25, ha testualmente dichiarato “la gente vuole partecipare, perché ci stupiamo?”. "Siamo d'accordo. Per questo abbiamo voluto sollecitare la partecipazione e il voto di tanti, di tutti - aggiunge Bianchi - ci sembra un bel modo di contribuire a riavvicinare la gente alla bella politica".

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