Rai, Foa è il nuovo presidente. Low profile e pluralismo, per una Rai 'di tutti'

Il giornalista italo-svizzero riceve il via libera grazie ai 27 voti favorevoli di Lega, M5s, Fi e Fdi. Pd e Casini non hanno partecipato per protesta, Leu ha votato contro

Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai. Il giornalista italo-svizzero ha ottenuto il via libera della commissione di Vigilanza con i voti favorevoli di Lega, M5S, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Non hanno partecipato al voto in segno di protesta i parlamentari del Pd e Pier Ferdinando Casini. LeU ha votato no. Per l'elezione serve la maggioranza dei due terzi dei componenti della commissione (27 su 40). Lo scrutinio è segreto. 

Hanno votato 32 commissari su 40: 27 sono stati i voti favorevoli, 3 contrari, 1 scheda nulla e 1 bianca. "La votazione ha avuto esito favorevole", ha annunciato il presidente della Vigilanza Rai Alberto Barachini.

Nel pomeriggio Foa si era presentato in commissione con un low profile. "Nato a Milano nel '63 il 30 settembre, trasferito in Svizzera da ragazzo, chissà che domenica non riceva un bel regalo...". Il giornalista, indicato per la seconda volta dal Cda, si è trovato per la seconda volta di fronte ai commissari della Vigilanza Rai schierati davanti a lui, non tutti in assetto pacifico, per votarlo dopo il mancato quorum del 1° agosto.

Foa ha compiuto due passi indietro importanti. Il primo riguarda il presidente della Repubblica. "Non è mai stata mia intenzione offendere o mancare di rispetto a Sergio Mattarella, voglio sgomberare il campo da ogni equivoco", ha chiarito con riferimento al tweet in cui definiva 'vergognoso' l'intervento del Capo dello Stato durante le consultazioni in vista della formazione del Governo.

Il secondo è un'ammissione."Ho peccato di leggerezza", ha detto in merito alle parole pronunciate mentre era in vacanza in Grecia, appena dopo aver ricevuto la telefonata che lo informava di essere stato scelto come presidente dal governo, ma senza aver ancora ricevuto il via libera dalla Vigilanza. "Ero in totale buona fede, non lo ripeterei più. E' stato un momento di umano smarrimento, mettetevi nei miei panni". E per quanto riguarda i ritweet imbarazzanti, ha chiarito: "Ritwittare non significa aderire a tutto quanto ci sia scritto nel tweet". A evidenziare che una legge che regoli i social network ancora non c'è.

È un Foa molto umano quello che si offre allo sguardo dei commissari. D'altronde lui non voleva passare come quello che non commette errori, semmai come chi sa riconoscerli. "Umiltà e onestà intellettuale" sono tra i valori che il candidato presidente ha indicato come fondamentali anche nel suo concetto di informazione. C'è poi un altro punto fondamentale che ci tiene a chiarire: il suo non è un mandato politico né ha mai cercato appoggi per fare fare carriera.

Meritocrazia, oggettività, pluralismo (politico, culturale e religioso) sono i cardini ispiratori della sua missione in Rai. Costituzione e "difesa dell'identità e della cultura italiana" le basi su cui vuole poggiare il suo operato. Indro Montanelli, Vittorio Dan Segre e Mario Cervi, i maestri da cui trarre ispirazione.

Una "Rai di tutti i cittadini" è il suo impegno. Una "Raiflix", l'obiettivo. Foa parla esplicitamente di un servizio televisivo "non solo per gli over 50", ma capace di attrarre i più giovani e di portare la sfida sul Web dove la Rai "ha perso terreno". Quindi il potenziamento delle sedi regionali e dell'informazione proveniente dai territori perché "avere una sede in ogni regione, stare vicino alle persone, trovare talenti nelle sedi: è bellissimo".

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