Presidenza Rai, il discorso di Marcello Foa in Vigilanza

Ecco i temi affrontati dal candidato al vertice di viale Mazzini in audizione

Un discorso introduttivo di un quarto d'ora e repliche per venti minuti. La 'prima' di Marcello Foa in Vigilanza Rai per l'audizione è un mix tra low profile, impegno e chiarimenti. Di seguito alcuni estratti dall'intervento - di cui LaPresse ha preso visione - del candidato presidente della Rai.

BIOGRAFIA PROFESSIONALE Nella sua biografia professionale si contano Gazzetta ticinese, Giornale del Popolo e, dall'89, proprio il Giornale diretto da Montanelli. Nel 2004 collabora all'Università svizzera italiana e sviluppa blog in tempi non sospetti. Per alcuni mesi guida ilgiornale.it. Dal 2011 diventa Dg e poi Ad di quello che oggi è il Gruppo Corriere del Ticino "che da 128 anni ha come missione la difesa della libertà di stampa e del pluralismo". Foa ama ripetere come esempio che quando Ferruccio De Bortoli ruppe col Corriere fui lui a offrirgli la tribuna del Corriere del Ticino.

OGGETTIVITÀ E MERITOCRAZIA "L'esperienza in Svizzera sarà utile. Questa abitudine a discernere le mie opinioni personali e il ruolo di garante del pluralismo caratterizzerà anche il mio ruolo di Presidente, qualora ricevessi la vostra fiducia.

L'obiettivo è di far crescere la Rai, di promuovere un'informazione corretta, oggettiva, di premiare la professionalità e la meritocrazia. Di promuovere ed ampliare la missione culturale della Rai. E sono queste intenzioni che condivido da un AD serio, preparato e capace come Fabrizio Salini".

NESSUN MANDATO POLITICO "Nella mia carriera non ho mai militato in un partito, né ho mai cercato appoggi nella politica ma ho cercato sempre di onorare i valori appresi da Indro Montanelli e dai Maestri di quella generazione con cui ho avuto la fortuna di lavorare da Montanelli a Vittorio Dan Segre, fino a Mario Cervi.

La proposta di essere nominato nel CdA della Rai con la possibilità di diventare Presidente mi ha onorato: è un riconoscimento straordinario. Tanto più che è giunto inaspettato. Ma ho accettato anche e soprattutto perché il governo mi ha conferito un mandato dai contenuti e dalle finalità non politiche ma esclusivamente professionali".

IL RUOLO DI PRESIDENTE "Il ruolo di presidente è ben diverso da quello di Amministratore delegato. Contempla le deleghe all'internazionale, alla comunicazione, al controllo interno e assume valore nel contribuire, con tutto il Consiglio, a stabilire le linee strategiche dell'azienda. A questo mandato mi atterrò scrupolosamente, facendo tutto quanto nelle mie facoltà per promuovere il merito, l'indipendenza, la professionalità dei giornalisti, per valorizzare l'attività e la produzione di quella che è la prima azienda culturale del Paese. Per difendere il pluralismo, pilastro della nostra democrazia".

LE SFIDE PER LA Rai "Noi siamo consapevoli che la Rai deve affrontare e vincere la sfida tecnologica e di contenuti non più solo con le emittenti private italiane ma anche con i grandi colossi internazionali come Netflix, Amazon, Apple tv e la loro offerta. Bisogna saper diversificare i linguaggi, i canali di distribuzione, adottare nuove logiche di diffusione e di fruizione. Tematiche e sfide che conosco bene da anni e su cui posso offrire un contributo qualitativo e strategico nell'ambito del CdA della Rai".

PLURALISMO, COSTITUZIONE E IDENTITÀ ITALIANA "La Rai deve promuovere un pluralismo politico, culturale, religioso autentico e nel rispetto di tutti. Deve contribuire alla crescita armoniosa della società secondo i principi dell'inclusione, tutelando l'unità, l'identità, la cultura italiana e i valori sanciti dalla Costituzione".

SI' CANONE, NO GIOCO D'AZZARDO "Solo la Rai, come servizio pubblico e grazie ai proventi del canone, può garantire programmi e offerte che non rispondono a una mera logica economica: attenzione alla disabilità, alla tutela dei bambini (programmi senza pubblicità), può dire no alla pubblicità del gioco d'azzardo, può promuovere una presenza capillare e un'attenzione al territorio, anche nelle regioni più piccole e nelle aree meno sviluppate del Paese".

IL SOGNO DI FOA "È di recuperare rapidamente il terreno perso sul web e nella fruizione digitale, che è una necessità vitale. Una Rai che viene vissuta e apprezzata anche dal pubblico più giovane. Una Rai di cui i cittadini possano essere fieri, al di là di ogni orientamento politico, per la qualità, la trasparenza e l'oggettività della sua offerta informativa e culturale. Una Rai sempre più dei cittadini".

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