Pisapia: Complicato un patto col Pd. Martina: Avversari sono altri
L'ex sindaco di Milano: "Gli accordi si fanno prima delle elezioni, non dopo"

Mentre tutta l'attenzione politica è concentrata sulla legge elettorale, Pisapia spariglia le carte e chiude ai dem. "Un patto di governo con il Pd è molto complicato di fronte a una legge proporzionale", dice il leader di Campo progressista a 'L'intervista' di Maria Latella su Sky Tg 24, precisando che gli accordi "si fanno prima delle elezioni e non dopo". Un intervento che ha colto di sorpresa il Partito democratico, che replica con Maurizio Martina: "Non riesco a capire perché Giuliano Pisapia oggi chiuda le porte a un dialogo con il Partito democratico, quando da parte nostra invece c'è disponibilità al confronto. Facciamo fatica a capire una scelta di chiusura come questa, tanto più dopo le nostre aperture". "Io continuo a credere sia possibile, anzi doveroso, lavorare per una prospettiva positiva tra noi - rilancia il vicesegretario dem - e credo necessario questo sforzo da parte di tutti. A noi è chiaro che gli avversari stanno da un'altra parte". Critiche arrivano anche da Pippo Civati, secondo cui le uscite del leader di Campo progressista "rendono 'molto complicato' non solo il rapporto di Pisapia con Renzi, ma anche la possibilità di un rapporto nella costruzione di un progetto di governo a sinistra". "Scoprire ora che esistono le larghe intese che ci sono da 5 anni, che l'opzione di Renzi è centrista e aperta al centrodestra, significa negare ciò che è successo ed è molto pericoloso", rimarca il segretario di Possibile.

Intanto, Pisapia continua a strizzare l'occhio all'elettorato dem deluso. "Il popolo del Pd vuole un'alleanza a sinistra", dice, "arrivare a ipotizzare un'alleanza tra destra e sinistra dopo le elezioni è assolutamente sbagliato". E ancora: "Unire il Pd, per come è nato, con Fi significa deludere gli elettori del Partito democratico", "è davanti agli occhi di tutti che il Pd sta purtroppo prendendo una deriva diversa da quando è nato". L'ex sindaco di Milano da una parte continua a rimanere ancorato all'ambizione di una grande coalizione di centrosinistra sul modello dell'Ulivo e guarda a Prodi, che "ha dato segnali di apprezzamento" e spera partecipi o mandi anche solo un messaggio, lui come Letta e Parisi, all'appuntamento di Campo progressista dell'1 luglio a Roma.

La prospettiva del voto anticipato, comunque, non piace a Pisapia, che la definisce "una scelta profondamente sbagliata" e invoca "un patto di fine legislatura" per portare avanti le misure importanti per il Paese. Quanto alla legge elettorale, l'ex sindaco di Milano, che di professione è avvocato, boccia il 'tedeschellum' perchè "c'è il rischio di anticostituzionalità su due punti: la governabilità e la rappresentanza". L'eliminazione dei capilista bloccati "è un piccolo passo avanti, ma non risolve il problema", sottolinea Pisapia, "la legge proporzionale non garantisce governabilità".
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata