Pensioni, affondo dell'Inps ai parlamentari: Vitalizi insostenibili
"Con il contributivo ci sarebbe un risparmio di 76 milioni all'anno"

La spesa per i vitalizi dei parlamentari è insostenibile: negli ultimi 40 anni è stata sempre più alta dei contributi e nonostante i correttivi sarà in disavanzo per i prossimi 10 anni. L'affondo è arrivato dal presidente dell'Inps, Tito Boeri, che nel pomeriggio è intervenuto in una audizione in commissione Affari costituzionali alla Camera.

I 2.600 vitalizi in pagamento per cariche elettive alla Camera o al Senato costano circa 193 milioni di euro. Applicando il contributivo, come per tutti gli altri lavoratori italiani, la spesa si ridurrebbe del 40%, con un risparmio di circa 76 milioni di euro all'anno (760 milioni nei prossimi 10 anni). "In altri termini - ha spiegato - i vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati".

La richiesta dell'Inps per informazioni sulle regole contributive applicate a deputati e senatori dalla Costituente in poi è arrivata ai presidenti di Camera e Senato l'8 luglio 2015, in occasione della presentazione del rapporto annuale dell'istituto. In 9 mesi, si è potuto ricostruire quanto deputati e senatori hanno versato nella storia della Repubblica, a partire dagli emolumenti ricevuti nelle loro cariche parlamentari, come contributi per maturare il diritto al vitalizio.

Il disavanzo è stato cospicuo già dal 1978, quando ancora soltanto 500 parlamentari percepivano il vitalizio, eppure, ha commentato Boeri, "si è ritenuto per molte legislature di non intervenire. Addirittura si sono resi questi trattamenti ancora più generosi". I correttivi apportati di recente, pur avendo arginato quella che sembrava una crescita "inarrestabile" della spesa, "non sono in grado di evitare, forti disavanzi anche nei prossimi 10 anni".

La risposta della Camera non si è fatta attendere. In una nota, i parlamentari hanno ricordato che i vitalizi non esistono più dalla scorsa legislatura e che all'esame della prima commissione ci sono "ulteriori ipotesi di riforma, sempre nell'ottica di allineare il trattamento per i parlamentari a quello ordinario". Gli oneri derivanti sia dal nuovo sistema contributivo, che dal sistema dei vitalizi in vigore in precedenza, si è specificato, "gravano interamente ed esclusivamente sui bilanci interni di Camera e Senato, e non dell'Inps".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata