Pd, Renziani scrvono a Prodi: Ti chiediamo scusa, resta con noi

Roma, 20 mag. (LaPresse) - "Presidente Prodi, noi ti chiediamo scusa". E' l'incipit di una petizione lanciata dal comitato Milano per Matteo Renzi, sul sito change.org. Il gruppo chiede agli elettori del Partito democratico di scrivere all'ex capo della Commissione Ue per chiedergli di restare nel Pd. "Il 18 aprile - si legge nel documento - oltre cento parlamentari del Pd decisero di non votare Romano Prodi Presidente della Repubblica, nonostante lo avessero acclamato candidato migliore possibile, senza eccezioni, poche ore prima. Non sappiamo e forse non sapremo mai quale sia stato il ventaglio di motivazioni che portarono un quarto dei grandi elettori del PD a scrivere, invece di che quello Prodi, i nomi di Rodotà, Cancellieri, D'Alema... Probabilmente molti di loro hanno ritenuto di fare una intelligente o furba operazione politica, di sostenere un loro interesse o l'interesse di un loro gruppo di riferimento. Qualcuno avrà anche ritenuto di agire nell'interesse dello Stato. Il risultato è stata l'esultanza dei parlamentari del PDL ed un danno al Pd e al centrosinistra che ci vorrà molto tempo a rimediare".

"Nessuno di loro - proseguono i renziani - gli ha chiesto scusa. Ora quindi lo facciamo noi, a nome e per conto loro, per conto degli anonimi che lo hanno pubblicamente umiliato. Gli chiediamo scusa e gli chiediamo di restare con noi. Se il professore resterà - spiegano - con noi, sarà più facile per il Pd e il centrosinistra riprendersi ancora una volta dalla sconfitta morale, dal calo dei consensi, dal rammarico che danno i sondaggi secondo i quali il centrodestra ha recuperato tutti i suoi elettori, dimentichi degli errori e delle responsabilità di chi, governando l'Italia quasi interrottamente in questo nuovo secolo, ha la maggior responsabilità della situazione nella quale ci troviamo. Abbiamo ancora bisogno di averlo e sentirlo al nostro fianco, per dare al Pd quel ruolo e quella forma che lui ha pensato fin dall'origine di questo straordinario progetto politico".

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