Pd, Renzi torna in scena a Rimini: Truppe pronte al voto
E a Roma D'Alema riunisce la sinistra contro il segretario dem

Chi la organizza assicura sia un modo per ripartire dal "patrimonio di buon governo" rappresentato dalla squadra degli amministratori Pd sul territorio, ma la due giorni che si apre oggi a Rimini, con il ritorno su un palco di Matteo Renzi dopo la sconfitta del referendum e la parziale bocciatura della Corte costituzionale sull'Italicum, è di fatto l'apertura della campagna elettorale. Sono oltre mille gli amministratori locali attesi al Palacongressi della cittadina romagnola. Sul palco campeggia la scritta 'Città Italia, #energialocale', titolo della manifestazione. Al tavolo Matteo Renzi, i vicesegretari Guerini e Serracchiani e il presidente Orfini, mentre gli amministratori si alterneranno al podio. Si comincia alle 10: Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, responsabile Enti locali del Pd e vero organizzatore della convention, fa gli onori di casa. Poi tocca al governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini e a Debora Serracchiani, nella veste di presidente del Friuli Venezia-Giulia. Nel pomeriggio tavola rotonda dal titolo 'Orgogliosi dell'Italia che reagisce' che porta sul palco le ultime emergenze affrontate dal Centro Italia legate al terremoto e al maltempo, a cui partecipa, tra gli altri, il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina.

Alle 18 è previsto l'intervento di Matteo Renzi. Il segretario Pd si rivolgerà a chi ha voglia "di veder tornare il futuro". Tra i capitoli in scaletta, la riduzione delle tasse, ma anche - come anticipato dall'ex premier sul suo blog alcuni giorni fa - la 'questione sociale', con "forme di protezione per i nuovi esclusi della globalizzazione" e lotta alla povertà. Tutti obiettivi che un centrosinistra che si definisce tale deve portare avanti. Il segretario disegnerà poi la road map delle prossime settimane. Mentre in Parlamento Guerini e compagni avvieranno gli incontri con le altre forze politiche per trovare un accordo sulla legge elettorale, quelli che Renzi definisce 'le antenne del partito sul territorio' dovranno darsi da fare e tenersi pronti per l'imminente campagna elettorale. I tempi li mette in chiaro Matteo Orfini. "La prossima settimana proporremo a tutte le forze parlamentari incontri politici per verificare disponibilità a cambiamenti di merito", a partire dal Mattarellum. Qualora si arrivasse a un accordo condiviso, si potrebbero utilizzare tutti gli "strumenti parlamentari", fiducia 'tecnica' compresa, "che ci consentano di renderlo applicabile in tempi brevi. E di votare a giugno", spiega il presidente Pd. Nessuna possibilità di melina, insomma. Se l'accordo non dovesse esserci, ribadisce, "si può votare subito con questa legge".

Il territorio quindi dovrà fare la sua parte e riportare il Pd tra la gente, in mezzo ai giovani (dove il 4 dicembre ha perso "in casa"), al Sud (ma al di fuori del notabilato). Anche per questo l'assemblea riprenderà i lavori domenica con una tavola rotonda su 'Crescita e coesione' con il ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti e una su 'Investimenti e comunità' con il ministro Graziano Delrio. Al titolare del Viminale Marco Minniti toccherà quindi affrontare il tema 'Sicurezza e solidarietà', spesso tra le priorità nell'agenda politica dei sindaci dem.

Ripartire dal territorio per riorganizzare le truppe, insomma. Anche perché il Pd non è il solo ad avviare il cantiere del 'nuovo centrosinistra' in vista del voto. Mentre a Rimini Renzi torna sulla scena politica, anche Massimo D'Alema sarà sotto i riflettori. Con lui, a Roma al centro congresso Frentani, anche Francesco La Forgia, Arturo Scotto, Michele Emiliano, e gli sfidanti di Renzi alla segreteria Roberto Speranza ed Enrico Rossi. L'intento, spiegano gli organizzatori, è quello di "trasformare i comitati 'scelgo No', che hanno avuto un gran successo per il referendum, in qualcos'altro, in comitati per un centrosinistra rinnovato". Lavoro, disuguaglianze sociali, immigrazione, quindi. Anche se, nell'intervento di chiusura, l'ex premier non mancherà di dire la sua sulla legge elettorale e le prossime e elezioni. "Lo conoscete: è D'Alema", scherzano i suoi.
 

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