Pd, Renzi: Potrei non candidarmi a premier. Sì a congresso
L'ex premier si lancia poi in una metafora calcistica: "Il referendum era un rigore e io l'ho tirato malissimo"

"Potrei non candidarmi a premier". Parola del segretario del Pd, Matteo Renzi, che, in una conversazione con il Corriere della Sera, propone le primarie, poi il voto. "Oppure si va al 2018", ribadisce l'ex premier.

"Non mi va di essere raffigurato come una persona ròsa dalla voglia di andare alle elezioni anticipate per prendersi la rivincita", protesta Renzi. "So che le elezioni non possono essere il secondo tempo dopo il referendum. Quando si perde a calcio, non ci si riprova con la pallanuoto. Io ho avuto la possibilità di tirare un calcio di rigore il 4 dicembre. Me l'hanno parato... Anzi, 41 a 59 significa che l'ho tirato male, malissimo. E adesso è cominciata una fase politica diversa".

Per quanto riguarda l'ipotesi di elezioni anticipate, il segretario Pd precisa: "Il punto è se votare a giugno, o a febbraio del 2018. Se si celebra il congresso si va all'anno prossimo, altrimenti si fanno le primarie. Non ho problemi a fare il congresso. Volevo farlo a dicembre ma me l'hanno impedito. E adesso lo invocano... Ma lasciamo stare!". Renzi sembra pronto a cedere il passo a un altro candidato del Pd a Palazzo Chigi, dopo le prossime elezioni. "La prossima volta potrei non essere io. Magari potrebbe toccare ancora a Paolo Gentiloni, o a Graziano Delrio", sostiene ammettendo che "lo scenario della prossima legislatura imporrà probabilmente governi di coalizione. Attenzione, però. Trattare con l'Europa e ottenere risultati sarà più difficile, nel nuovo scenario internazionale".

"Il clima politico è cambiato nel paese - continua l'ex premier - sono il primo a esserne consapevole. So bene che se anche ottenessi un grande risultato, un 37% dei voti o addirittura un 42%, non esisterebbero più le condizioni per avere un governo libero di fare le cose che ho in mente".

Per questo, "è bene ragionare sui pro e i contro delle elezioni anticipate - torna a ribadire Renzi -  Si vuole andare avanti? Siamo pronti, se si ritiene che serva. Con Gentiloni il rapporto è tale che ci diciamo tutto. E capisco che l'obiezione di presentarsi al G7 di fine maggio con un governo dimissionario non offrirebbe una bella immagine dell'Italia. Ma in Europa andrà comunque un governo dimissionario dopo qualche mese, con la manovra finanziaria alle porte".

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