Pd, Renzi 'caposquadra': "Saremo responsabili". Gentiloni: "M5S non fa paura"
Il premier contro Grillo e Di Maio, non risparmia nemmeno l'alleanza Salvini-Berlusconi. Franceschini si candida a Ferrara

È con una foto postata su Twitter che Matteo Renzi formalizza e rende pubblico di essere il 'caposquadra' del Pd. "Firmata l'accettazione a nome della squadraPD - scrive il segretario dem intorno all'ora di pranzo - siamo pronti alla #campagnaelettorale. Tutti promettono miracoli, noi saremo seri e responsabili. L'Italia vuole concretezza, non apprendisti stregoni #avanti".

Anche Renzi scende ufficialmente in campo, 24 ore dopo l'annuncio di Paolo Gentiloni di candidarsi nell'uninominale Roma 1. E proprio il presidente del Consiglio mette i puntini sulle 'i' in un'intervista a 'Il Foglio' e ne ha per tutti, dai Cinquestelle al centrodestra. Il M5S? "Sinceramente, io non sono affatto spaventato. Penso che il rispetto agli elettori del Cinquestelle sia dovuto. Ma penso che la possibilità che il Movimento 5 Stelle arrivi a guidare il governo non ci sia. Perché - ragiona il premier - è una forza che se anche avesse risultati significativi, risultati che attualmente gli vengono attribuiti da sondaggi non so quanto generosi, non avrebbe i numeri per governare".

Poi ecco l'affondo contro l'alleanza Berlusconi-Salvini. Per Gentiloni, "Berlusconi naturalmente fa leva sulla memoria storica degli italiani, ricordando che i suoi governi hanno sempre arginato i populismi. C'è però un dettaglio che segnalo e sul quale vorrei far riflettere. L'ultima volta che il centrodestra andò al governo le cifre furono queste: Berlusconi 37,2 per cento, Lega nord 8 per cento". Quindi, "in quel contesto l'idea di addomesticare la Lega poteva funzionare. Oggi le proporzioni sono incomparabili. Sono praticamente paritarie. Lo dicono i sondaggi ma lo dice anche il criterio con cui il fronte sovranista si è diviso con il fronte berlusconiano i collegi".

A proposito di liste per le elezioni, che vanno presentate entro lunedì 29 gennaio, un altro big del Governo e del Partito democratico ha sciolto la sua riserva: è il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, che ha annunciato di voler correre nel collegio uninominale di Ferrara. "La candidatura - ha sottolineato - poteva non essere scontata: da ministro dei Beni Culturali avevo ricevuto altre proposte e suggestioni. Ma ho accolto volentieri, da una parte, l'invito della Direzione ai ministri, di candidarsi in collegi che dovranno essere conquistati voto per voto; e dall'altra, il sostegno, che ringrazio, della direzione provinciale, dei sindaci, dei dirigenti locali".

Degli avversari, ha dichiarato il ministro, "ancora non conosciamo nomi e volti, ma il profilo della sfida è chiaro. C'è il centrodestra, un tempo era guidato da moderati, che adesso somma populismo e destra schietta: e mi chiedo come potrà il ceto medio ferrarese votare per Salvini", ha detto ancora Franceschini. Quanto al M5S, "nel Pd c'è una classe dirigente che, da Gentiloni a Tagliani, sa governare. Dall'altra parte cosa vedo? Urla, grida, strepiti. I problemi, così, non si risolvono". 

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