Pd, Zingaretti lancia Piazza Grande. Pressing dei renziani su Minniti: l'appello dei 13 sindaci dem

La convention del governatore del Lazio in programma il 13 e 14 ottobre all'ex Dogana a Roma. Dopo la rinuncia di Graziano Delrio spunta il nome dell'ex ministro dell'Interno come candidato segretario

Non chiamatela 'la Leopolda di Zingaretti' perché l'ex scalo di San Lorenzo a Roma non è l'ex stazione fiorentina di Matteo Renzi. Esattamente come la kermesse renziana, però, non vuole essere "un appuntamento di partito". Per la convention di sabato 13 e domenica 14 ottobre, il governatore del Lazio sceglie lo slogan di Guerre stellari 'la forza sia con noi', adatto alla sfida (impossibile?) di ricostruire il centrosinistra a partire dall'unità. Ma nelle stesse ore in cui Zingaretti lancia la sua candidatura, arriva il pressing renziano su Marco Minniti, dopo i ripetuti dinieghi di Graziano Delrio

Scendono in campo i sindaci vicini all'ex segretario con un appello reso pubblico, grazie a uno straordinario tempismo, a un soffio dall'appuntamento all'ex Dogana. Tredici in tutto i primi cittadini, per ora, da Antonio De Caro (Bari) a Dario Nardella (Firenze), passando per Giorgio Gori (Bergamo) e Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria) , che chiedono "una candidatura unitaria" per il congresso. Altri si aggiungeranno. Mentre alcuni parlamentari della stessa area sono pronti a scommettere che l'ex ministro dell'Interno scioglierà la riserva a giorni. Chi spera in un suo passo avanti, punta sulla storica contrapposizione fra ex dalemiani (Minniti) ed ex veltroniani (Zingaretti). Anche se in questo caso forse non sarà sufficiente.

Intanto parte la batteria di dichiarazioni a favore dell'uno o dell'altro candidato. Se è difficile che gli orfiniani diano il loro sostegno a Marco Minniti, fortemente criticato per le sue politiche in fatto di immigrazione, viene invece messo più alle strette Paolo Gentiloni chiamato a schierarsi 'contro' un suo ex ministro. Ago della bilancia sarà Dario Franceschini, fino a oggi schierato a fianco del governatore del Lazio. Nella sfida, oltre a Matteo Richetti, Cesare Damiano e Dario Corallo, si potrebbe inserire anche il segretario Maurizio Martina che ha detto di "non escludere" una sua candidatura.

All'Ex Dogana ci saranno amministratori locali, associazioni, "gente arrabbiata e gente che vuole cambiare". Bernice King, figlia di Martin Luther King, sarà presente domenica quando è atteso anche Gentiloni che darà un contributo "in quanto ex presidente del Consiglio", precisa Zingaretti senza sbilanciarsi sul possibile sostegno dell'ex premier. Incognita poi sugli altri politici. Richetti, tra i candidati alla segreteria, ha detto che parteciperà. Martina forse. Il consigliere regionale di LeU Daniele Ognibene ha assicurato di "condividerne lo spirito". "L'incontro è aperto a tutti, ovviamente non abbiamo mandato inviti individuali", spiegano gli organizzatori. E alla domanda se Matteo Renzi sia stato invitato, Zingaretti sorride e passa oltre. Proprio dall'ex segretario ci si aspetta che volti la carta con il nome del suo candidato, prima o dopo la Leopolda prevista per il successivo fine settimana.

Incalzato sul numero di sfidanti al congresso del Pd, Zingaretti elogia la "ricchezza" delle idee a confronto. "Fino a un mese fa la discussione era sciogliere e superare il Pd, ora siamo già proiettati in una nuova direzione. È bene si cimentino tutti". E, parlando di quanti hanno confermato la loro presenza alla kermesse - 2850 per ora - sottolinea: "Ci sono tanti che non fanno parte di partiti né vogliono farne parte. Prima di Piazza Grande sembrava un'utopia metterli insieme, ora si troveranno nelle stesse stanze a partire da idee diverse: se potrò dare una mano su questo sarò l'uomo più felice del mondo. Finora era tutto frammentario, Piazza Grande è uno sforzo di unità". Stuzzicato di nuovo sul confronto con la Leopolda di Renzi, Zingaretti replica: "Nella nostra comunità serve più rispetto e meno sospetto, questa è una chiamata a raccolta di energie non contro qualcuno". Tranchant infine sul M5S, dopo le accuse - per lo più renziane - di ammiccamento. Il reddito di cittadinanza? "È una ricetta che posso rispettare, ma è sbagliata". Ancora, sul governo: "Siamo alla vigilia di una aggressione ai risparmi delle famiglie italiane. Vedo emergere un fanatismo che non guarda alla realtà forse perché si tratta di parlamentari che guadagnano migliaia di euro e non pensano ai giovani che faticano per pagare un mutuo".

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