Pd, parte Congresso ma consensi calano. Prodi: "Non so se voterò alle primarie"

Se nessuno dei 6 contendenti riuscirà ad ottenere il 51% dei consensi, da Statuto il nuovo segretario sarà deciso in Assemblea nazionale

'Mentre il medico studia, il malato muore'. Mai proverbio fu più azzeccato per descrivere la condizione attuale del Partito democratico, impegnato in un Congresso che nemmeno è iniziato, ma sta già avendo effetti negativi. Almeno stando agli ultimi sondaggi, come quello di Emg Acqua per 'Agorà', secondo cui, se si votasse oggi, il Pd raggiungerebbe il 17,7% delle preferenze, in calo, dunque, rispetto alle elezioni del 4 marzo scorso.

L'emorragia va bloccata, anche se al momento prevale il caos interno, i riposizionamenti in base alle candidature presentate e l'incertezza su quello che potrà essere il risultato delle primarie. Se nessuno dei 6 contendenti riuscirà ad ottenere il 51% dei consensi, da Statuto il nuovo segretario sarà deciso in Assemblea nazionale, dove contano solo le correnti. Sempre secondo le stime, a oggi in testa c'è Nicola Zingaretti, sebbene con percentuali ancora troppo incerte per parlare di 'fuga'. Anche il presidente della Regione Lazio, però, ha necessità di intercettare quel voto dell'area renziana oggi in libera uscita. Grazie all'appoggio di Paolo Gentiloni la 'mozione Zinga' può essere attrattiva per gli ex Margherita, a patto che il governatore chiarisca quali alleanze intende attivare, qualora arrivasse ai piani alti del Nazareno. "Non ho mai detto di volermi alleare con il M5S, è un polemica inventata da chi ha mandato i Cinquestelle al governo", ribadisce infatti il governatore.

Uscito di scena Marco Minniti, lo sfidante numero uno ora è Maurizio Martina. "La nostra proposta al Congresso è contro le antiche fratture, contro i rancori, le liti e le vecchie appartenenze", dice l'ex ministro. "È una proposta per tornare a ridare ossigeno al Partito democratico mettendoci tutti in discussione e lavorando sulle idee: per un partito ecologista, europeista e del lavoro che cambia". Il candidato alla segreteria annuncia che porterà la sua mozione "anche nelle università del Paese" per "presentare la nostra proposta per il nuovo Pd, con le associazioni degli studenti università e tanti docenti che sono interessati a dare un contributo per il rilancio del partito e del centrosinistra".

Intanto, non si placano le polemiche dopo la presentazione del ticket 'last second' di Roberto Giachetti e Anna Ascani. È Francesco Boccia ad attaccare ancora: "Io le ho raccolte guardando in faccia tutti coloro a cui l'ho chiesta, i metodi degli apparati mi hanno sempre fatto schifo". A proposito di Renzi, l'ex premier continua a tirarsi fuori dalla contesa. "Non mi occupo del Congresso del Pd e del chiacchiericcio quotidiano", conferma. "Sto fuori dal dibattito interno e sarei in contraddizione se ci rientrassi subito". Anche un altro pezzo da novanta della storia del centrosinistra come Romano Prodi, si mette alla finestra: "Non so ancora se andrò a votare alle primarie, mi facciano prima capire qual è il programma". Perché "non è il numero dei candidati di cui abbiamo bisogno, ma di idee grandi". 

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