Pd, la candidata Saladino: "In campo per riportare la piazza, stop tatticismi"

È la prima, e per ora unica, donna ad essere scesa in pista nella corsa alla guida del Nazareno. Trentasette anni, tessera dem datata 2014, non si definisce "né renziana né appartenente ad altre correnti" ma "al servizio della gente"

Non si definisce "né renziana né appartenente ad altre correnti" ma "al servizio della gente" e si candida "per riportare la piazza ad avere voce dentro il Pd". Trentasette anni, tessera dem datata 2014 (quando il partito era al 40%, Salvini al 4 e Grillo era costretto a prendere un Maalox per il deludente risultato del M5S alle Europee) Maria - detta Mariella - Saladino è la prima, e per ora unica, donna ad essere scesa in pista nella corsa alla guida del Nazareno.

Com'è nata questa decisione?
"La decisione di scendere in campo è stata determinata da un progetto politico che si chiama 'Piazza Dem', di cui sono presidente. È un'associazione politica che si è radicata a livello nazionale e che in questi anni è stata in mezzo alla gente, nelle piazze. L'essere stata al servizio della gente mi ha portato alla candidatura. Una candidatura che parte dalla gente, dalle piazze...fuori dal sistema. Per portarci fuori dalle dinamiche di certe appartenenze e correnti".

Il Pd ha perso per strada piazze e periferie?
"Il partito si è allontanato dalle città, dalle piazze e soprattutto dai problemi della gente. Nessuno bada a chi è sul trono e a chi è più bello sul trono del Pd, bisogna aprire i tetti delle case e vedere che la gente non si può comprare il pane. Sicuramente non pensa a noi ma ai suoi guai".

In quest'ottica meglio anticipare le primarie o aspettare il 3 marzo per i gazebo?
"Stiamo comunque andando incontro alle Europee. Io ritengo che il Pd sia l'unico partito in grado di dare una risposta al populismo e sicuramente dovrà partire organizzato. Anticipare sarebbe cosa utile. Certo, il mio è un volto poco noto, quindi non deporrà a mio favore. Per me, più tempo ho per arrivare alla gente è meglio è, ma io penso al bene di un partito che definisco malato e al bene di un'Italia che in questo momento non sta bene. Dobbiamo pensare a quello che può essere meglio per arrivare in tempo. Serve un Pd forte, determinato, per combattere il messaggio populista che sta riempiendo le nostre piazze".

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata