Pd, i bersaniani non escludono la strada della scissione
Ancora sul tavolo l'ipotesi per la sinistra dem dopo una riunione

L'ipotesi scissione è ancora sul tavolo della sinistra Pd e sono più che altro i rappresentanti dei territorio a sostenere questa linea "più aggressiva". E' quanto emerge dalla riunione della sinistra riformista del partito che fa capo a Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza, in corso alla Camera. Se Matteo Renzi non farà del congresso una "discussione seria sulla linea politica" ma una "corsa" e una "conta", "nei tempi in cui dice lui", allora "si andrà alla rottura". L'ipotesi, viene raccontato da chi ha partecipato alla riunione, sarebbe evidentemente una estrema ratio portata avanti più dai rappresentanti regionali e provinciali - definiti "in posizione da combattimento" - che dai parlamentari. Il percorso di rottura dovrebbe poi essere condiviso. "O tutti dentro o tutti fuori", è la linea dei territori, nel tentativo di trovare una 'terza via' al semplice ritorno ai Ds e alla "subalternità a un renzismo ripulito".
 

Dopo  Bersani anche Speranza indica il 2018 quale orizzonte per andare a votare. Il leader della minoranza dem, aprendo la riunione della sinistra Pd, ha ribadito la necessità  di una "discussione politica vera, dal basso". Quanto alla legge elettorale la minoranza ha ribadito lo stop ai capilista bloccati, aprendo alla possibilità di un premio alla coalizione che sia fatta "per ricostruire il centrosinistra".
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata