Pd diviso sul dialogo col Movimento 5 stelle. Marcucci: "Dura, ma possibili sorprese"
Franceschini: "Stop a pregiudizi, non possiamo dire sempre no". Salvini duro: "Farò di tutto per evitare dem al governo"

Prima dell'incontro con il presidente della Camera, Roberto Fico, i dem si sono divisi sulla possibilità di dialogo con i pentastellati. "Tra Pd e M5S l'accordo è quasi impossibile, ma le sorprese in politica sono sempre dietro l'angolo", ha dichiarato il capogruppo al Senato Andrea Marcucci. Il Movimento 5 stelle, aggiunge "dovrebbe rinnegare gran parte del suo programma". E per un governo del presidente, "servirebbe l'azzeramento delle posizioni e il coinvolgimento di una personalità politica non istituzionale". 

"Noi siamo disponibili a un confronto - ha aggiunto -. Non ho capito se la cosa riguarda solo il pd o se riguarda Bonino, Nencini e Lorenzin. Perche il Pd si è candidato con una coalizione. Il momento è delicato e i numeri sono risicati. Io sono preoccupato per le distanze programmatiche. Per esempio il piano sugli investimenti del paese: per esempio la Tap, la Tav. Ma andremo ad ascoltare e ci faremo un'opinione. Mi domando se sia Fico il candidato a poter fare questo. Secondo me questo tentativo è più che altro istituzionale. È Fico il candidato a premier in grado di far fare dei passi indietro molto importanti e molto rilevanti su questioni su cui il m5s si è speso in questi ultimi anni? Vedremo. Io credo che sia difficile, quasi impossibile. Vorrebbe dire rinnegare gran parte del loro programma elettorale. E devono capire se a fronte di un'operazione del genere perderanno dei parlamentari. Se perdono 5 senatori la maggioranza non c'è più".

Se la posizione di Matteo Renzi resta su un secco no, il ministro uscente Dario Franceschini auspica un dialogo senza pregiudizi: "Non si può rispondere con un semplice "no"". Più ironico Carlo Calenda, che affida a Twitter una battuta: "Vedo serio rischio che PD sia troppo antisistema per allearsi con M5S attuale".

Il leader della Lega Matteo Salvini promette battaglia: "PD al governo? No, grazie. Farò di tutto perché il voto degli italiani sia rispettato, da Roma e da Bruxelles".

E l'idea di un accordo non piace a LeU. "Se dovesse finire con un'intesa tra Di Maio e Renzi sarebbe il trionfo del trasformismo, oltre la destra e la sinistra e oltre ogni diversità di programma. La sinistra, dentro e fuori dal Pd, decida di fare l'opposizione e apra una grande discussione sulle ragioni della sua sconfitta", ha scritto su Facebook, il presidente della Regione Toscana ed esponente di Liberi e Uguali Enrico Rossi. "Intanto - aggiunge Rossi - il nazionalsovranista Salvini paragona i profughi ai nazisti e minaccia una marcia su Roma. Quest'anno deve essere un 25 Aprile di impegno e di lotta per celebrare la Resistenza e difendere la Costituzione"

Dalle fila dei 5stelle prende la parola il deputato Emilio Carelli: "Renzi è imprenscindibile, perché è una figura ancora importante come leader del Partito democratico". E sulla "chiusura" del forno con la Lega, continua: "Salvini in questi giorni si è praticamente autoescluso. Da tutti i contatti che sono avvenuti tra Di Maio e Salvini mi sembra che Salvini abbia mostrato maggior interesse a rafforzare la sua coalizione di centrodestra, e al limite ad arrivare dopo le elezioni in Friuli, a tentare una sorta di OPA su Forza italia , che abbiamo visto in grave difficoltà, piuttosto che a pensare a quelle che sono le prospettive di un governo". Che assicurea però che il partito non è disponibile a larghissime intese.

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