Pd, D'Alema fa discutere i candidati: ed è scontro Calenda-Zingaretti

Sarebbe pronto a tornare facendosi promotore di un accordo con il governatore del Lazio per sostenerlo alle primarie e per fare poi un listone alle Europee

Se è vero il detto secondo cui 'ogni giorno ha la sua croce', i candidati alla segreteria del Pd hanno trovato un nuovo motivo per discutere. E per dividersi. Pietra dello scandalo sono state le indiscrezioni su Massimo D'Alema, che sarebbe pronto a tornare come un'araba fenice, facendosi promotore di un accordo con Nicola Zingaretti per sostenerlo alle primarie, in un primo momento, e per fare un listone alle Europee, poi.

Un'ipotesi, nata dopo il Convegno di sabato per i 20 anni della Fondazione ItalianiEuropei, che ha radunato la sinistra ex Ds, contro cui si sono schierati Maurizio Martina, Roberto Giachetti e i loro sostenitori, che hanno accusato il governatore del Lazio di voler tornare appunto ai Ds. E peggio di questo, ci sarebbe solo una vaga 'tentazione grillina' di un nuovo centrosinistra. L'apertura a una possibile alleanza con il Movimento 5 Stelle è infatti il nodo politico che tiene appeso il Congresso Pd. Una faglia che sta continuando ad attraversare il Pd.

Il più critico sul punto è stato l'ex ministro Carlo Calenda che su Twitter è tornato a contrapporre i due ex premier: "Non può esserci nessuna alleanza naturale con D'Alema: se questo è il disegno di Zingaretti allora occorre davvero mettere insieme tutte le forze liberal democratiche per opporvisi: a partire da Matteo Renzi". E se poi, l'idea del governatore e di Paolo Gentiloni fosse quella di ricominciare da D'Alema, Bettini, Bassolino per fare un'alleanza con i 5Stelle "che senso ha?", si è chiesto ancora. In sintonia Richetti e Martina hanno parlato di "un ritorno al passato" e "una operazione nostalgia", dato che semmai "occorre cercare nuove energie nel Paese". Dello stesso avviso Giachetti e Anna Ascani che corrono in tandem e che hanno ricordato che ora il Partito democratico "è un'altra cosa".

Dal canto suo, Zingaretti è sbottato rinfacciando ai suoi accusatori di "voler distruggere il Pd anche a colpi di fake news" su "ricostruzioni fantasiose sulle Europee e inesistenti accordi" con D'Alema. "Sono solo campagne organizzate, su cose che non ho mai detto, dal vecchio gruppo dirigente che ci ha portato alle drammatiche sconfitte di questi anni", ha risposto il governatore del Lazio chiedendo "una svolta" nel dibattito congressuale "archiviando questi metodi barbari di confronto tra di noi". In soccorso è arrivato anche Gianni Cuperlo, presente all'evento di sabato: "Voglio dire a Martina e Richetti che la nostalgia è un sentimento. Invece la politica è visione del dopo", ha ricordando invitando a "non fare caricature" sul tema del confronto con M5s.

Resta da capire se tutto questo parlarsi addosso sia una strategia per un obiettivo sul quale il Pd rischia di giocarsi davvero la faccia, ovvero l'affluenza. Se il partito non vuole restare isolato, il primo numero che dovrà guardare è quello della partecipazione alle primarie. In vista poi, davvero, delle europee. 

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