Pd, Bersani: Scissione? Non minaccio e non garantisco nulla
Si rafforza il fronte anti-Renzi, Cuperlo: "Il congresso va fatto a prescindere dallo Statuto"

"Non minaccio nulla, non garantisco nulla". Pier Luigi Bersani risponde così ai cronisti a Montecitorio sull'ipotesi di scissione nel Partito democratico. L'ex segretario dem spiega che porrà "delle questioni e sentirò cosa mi dicono". E' altissima la tensione nel Pd, tra i sostenitori dell'ex premier e attuale segretario Matteo Renzi e chi invece vorrebbe una nuova leadership. "Il congresso va fatto non perché lo Statuto lo imponga o lo vieti. So bene che la scadenza è a fine anno ma di fronte alla enormità di quanto è accaduto, davanti a una sconfitta che non ha prodotto alcuna vera analisi sulla bocciatura di una stagione e di una classe dirigente e davanti a un mondo che cambia con una rapidità impressionante, come si fa a non ragionare", inclaza anche Gianni Cuperlo, in un'intervista a L'Unità tv. "Sento parlare di carte bollate e statuti da rispettare. Io dico che dovremmo tutti alzare lo sguardo e capire che non si può tornare alle urne senza un disegno credibile per i bisogni di questo Paese".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata