Pd, Bellanova: "Stop fazioni e tatticismi, conta non serve a nessuno"
Il viceministro per lo Sviluppo economico sulle dinamiche interne al Partito democratico dopo le elezioni del 4 marzo

Teresa Bellanova, senatrice Pd e viceministro per lo Sviluppo economico, si confronta con LaPresse sulle dinamiche interne al Partito democratico dopo i risultati elettorali del 4 marzo.

Siamo di fronte a una dialettica interna al Pd tra Orlando e Franceschini da un lato e maggioranza renziana o diversamente renziana dall'altro?

"In questo momento credo che la cosa migliore sia uscire dalla logica delle fazioni, della divisione tra maggioranza e minoranza. Non solo perché la direzione ha deciso con un voto chiaro ma perché credo che nell' influenzare i giudizi sui governi Renzi e Gentiloni abbiano giocato un ruolo non indifferente anche i conflitti interni e i piccoli cabotaggi. Si deve riaprire una dialettica interna a partire dalla stagione delle riforme, il resto è chiacchiericcio"

Se il Colle chiamasse il Pd alla responsabilità?
"Un passo alla volta. Ci sono delle regole, non dobbiamo anticipare chi (il Colle, ndr) non si è ancora pronunciato. Non sta a noi soccorrere il centrodestra e il M5S.  La nostra collocazione deriva dal voto degli elettori, non da pregiudiziali ideologiche. Non va confusa la dinamica parlamentare, rispetto a cui il Pd sarà presente e attivo, con quella di governo dove noi non faremo da stampella a nessuno"

C'è una falange nel partito?
"Non credo, c'è una discussione che spero sia normale e dialettica. Dobbiamo superare queste tensioni con un confronto sulle cose concrete o creeremo soltanto confusione nella base"

Renzi controlla ancora il partito, nonostante si sia dimesso?
"Renzi è una figura fondamentale per il Pd, il suo ruolo deriva anche dal consenso che ha nel partito. Dimettersi da segretario nazionale non significa estraneità. La conta non serve a nessuno, è solo un esercizio dannoso. Occorre piuttosto una ragionevole compattezza, non gravata dalla militarizzazione del partito ma neppure ostaggio di singole posizioni"

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