Pd-M5S, Martina difende il tentativo: "Entriamo nel merito"
Lungo post del segretario dem: "Siamo diversi e lontani, ma possiamo verificare l'esistenza di un'agenda comune". L'attacco di Salvini

Andare a vedere, senza rinunciare a nulla della storia, dell'identità e delle linee politiche del Pd. ma verificare se con M5S, ferme restando differenze e distanze, è possibile costruire un'agenda di impegni comuni. E' il punto di vista di Maurizio Martina, segretario reggente del Partito Democratico, impegnato, in prima persona in un delicatissimo passaggio che, attraverso la direzione del partito di giovedì prossimo, dovrebbe portare all'apertura di un tavolo di merito con il Movimento. Martina, oggi, ne parla apertamente in un lungo post su Facebook: "Ci viene chiesto di valutare un possibile percorso di confronto con il Movimento Cinque Stelle. Abbiamo riconosciuto alcuni fatti nuovi, a partire dalla chiusura definitiva del tentativo di accordo tra il Movimento, il centrodestra e la Lega, e abbiamo convocato la nostra direzione nazionale per confrontarci e decidere insieme proprio se aprire o meno questo lavoro".

Martina, sotto il suo post centinaia di commenti, in prevalenza critici ma tutti dialoganti, insiste sul riconoscimento delle profonde differenze tra Pd e M5S ma anche sulla necessità di accettare la sfida: "Non sfugge a nessuno di noi - scrive il "reggente" - che questa strada è difficile e potrebbe anche non portare a una intesa. Nessuno dimentica gli scontri che ci hanno diviso in questi anni dal Movimento Cinque Stelle. Siamo stati e continueremo ad essere esperienze profondamente diverse, alternative su molti fronti. Rivendicheremo sempre con orgoglio il nostro impegno per l'Italia con i nostri governi di questi anni. Non negheremo mai la nostra storia, la nostra identità, i nostri valori. Si tratta ora di decidere se accettare il confronto o meno per giudicarne gli esiti solo alla fine di un vero lavoro di approfondimento. Personalmente ritengo che sia nostro dovere farlo, rilanciando la sfida. Andando a vedere il merito di una possibile agenda d'impegni. Non farlo rischia in qualche modo di contribuire all'involuzione del nostro Paese anche sullo scenario europeo".

Martina, nel suo post, ricorda anche che a questo punto siamo arrivati dopo 50 giorni di trattative fallite tra M5S e Salvini via via rappresentante della Lega o del e/o centrodestra unito: "Abbiamo terminato il giro di consultazioni con il Presidente Fico. Siamo arrivati a questo dopo 50 giorni di caos, tira e molla e veleni tra le forze che il 4 marzo hanno prevalso. Siamo arrivati a questo non certo per colpa nostra. Salvini e soci che cercano di fare la morale dovrebbero solo tacere ora. E' stato giusto fino a qui ribadire con coerenza e nettezza che l'onore e l'onere della prova spettasse a loro. Ma loro non ce l'hanno fatta, offrendo solo ambiguità. Ci hanno dato 50 giorni di proclami senza un passo concreto per il Paese. Un governo con Salvini come azionista di riferimento ci porterebbe da Orban contro gli interessi italiani. Andate a vedere come quei paesi non hanno mai aiutato l'Italia su alcuni temi cruciali come quelli dell'immigrazione e scoprirete una grande verità dietro alla propaganda leghista".

Matteo Salvini - E, subito, si fa sentire Matteo Salvini. Il suo leit motiv, adesso, gira su alcuni punti: 1) M5S e Pd non andranno da nessuna parte, 2) Salvini non ha nessuna intenzione di lasciare il centrodestra; 3) Salvini non ce l'ha con Berlusconi e non c'è bisogno che Di Maio lo difenda dagli attacchi dei telegiornali Mediaset; 4) No al governo del Presidente o di qualunque altra tipologia non politica; 5) Lega e centrodestra aspettano sempre e sono disposti a riparlae con Di Maio dopo il fallimento del tentativo con il Pd.

"E' un accordo contronatura - dice Salvini a Repubblica Tv parlando del tentativo Pd-M5S  - e una presa in giro nei confronti degli italiani. Fossi un elettore dei M5s avrei o problemi o vergogna". Se il tentativo fallisce "deciderà Mattarella" ma Salvini ribadisce il no a un governo del presidente: "I governi tutti insieme non sono quelli per cui ci hanno votato. Io a nome del centrodestra continuo a essere a disposizione per ormare un governo in un quarto d'ora. Se qualcuno continua a fare i capricci - ragiona - l'unica via sono le elezioni il prima possibile, anche prima dell'estate. Con l'aria che tira qualcuno la maggioranza la porterà a casa"

La legge sul conflitto di interessi che Di Maio ha agitato contro Berlusconi? "Non è una priorità di questo paese" dice Salvini e, quanto alle "minacce" lanciategli contro dalle tv berlusconiane, risponde: "Ognuno è libero di scrivere e raccontare quello che vuole, assolutamente no. Non penso che in Italia ci siano rischi di questo tipo".

Mollare Berlusconi? "No, non vedo perché dovrei cambiare idea ogni quarto d'ora, non faccio come Renzi e Di Maio. Mi presento alle elezioni con una squadra e vado con quella squadra".

Danilo Toninelli (M5S) - Per il M5S parla il capogruppo al Senato Danilo Toninelli: "E'  un vero e serio tentativo di dare un governo a questo paese con un contratto di programma,. Aspettiamo giovedi che il Pd fara la sua direzione. Se ci sarà un voto favorevole ci siederemo al tavolo per parlare dei temi. Questo è il contratto alla tedesca dove il governo è vincolato alle cose che ci sono scritte e chi tradisce il partner si prende la responsabilità di farlo cadere". Anche Toninelli, come Martina, affronta il tema delle differenze: "Il Movimento 5 Stelle e il Pd sono forze alternative tra di loro e diverse, per questo non ci interessa fare alleanze ma scrivere un contratto di governo per fare le cose che servono ai cittadini. Non possiamo tornare al voto senza prima aver fatto di tutto per dare all'Italia un governo di cambiamento".

Il capogruppo al Senato del M5S attacca Salvini sul tema della mancata rottura nel centrodestra: "La Lega ha preferito salvare Berlusconi che gli italiani dalla povertà. La questione Salvini è definitivamente chiusa. Hanno avuto la loro occasione ed io, da cittadino del nord che ha conosciuto elettori della Lega, dico a Salvini che i suoi elettori li ha traditi".

Silvio Berlusconi - Da Trieste, dove è impegnato nella campagna elettorale per le regionali in Friuli, interviene anche Silvio Berlusconi: "Noi abbiamo vinto, tocca a noi fare il governo e credo che questa sia la soluzione più democratica e più giusta. Si può andare al governo come centrodestra. Con un programma che cerchi voti in Parlamento e raccolga magari le astensioni sufficienti". Un governo di minoranza di centrodestra? "Sì, è un governo che in altri paesi non ha suscitato nessuna sorpresa - afferma il presidente di Forza Italia ai microfoni di 'Rainews24' -, un esecutivo di chi ha vinto le elezioni, che si presenta con un programma molto concreto, di 3-4 cose che si impegna a fare nei primi 100 giorni, e chiede al Parlamento la maggioranza si questo progetto". Tornare al dialogo con il M5S? "Non c'è nessuna possibilità visto che io non ho posto veti ma Di Maio dice che sono il male assoluto e non si vuole sedere a un tavolo, non vuole ministri e sottosegretari di Fi, nemmeno uomini d'area di Fi, con chi ragiona in questo modo non si possa fare nessun accordo di questo tipo".

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