Parlamento, con stallo decreti rischio ingorgo lavori

Il più urgente è quello relativo al ponte Morandi di Genova non ancora arrivato al Quirinale

La tempesta dopo la quiete. Il Parlamento finita la pausa estiva, durata poco più di un mese e con un paio di settimane di 'riscaldamento', predispone i lavori, con il peso dell'incognita decreti. Sia quello relativo all'emergenza del crollo del ponte di Genova, sia quello su sicurezza e migranti, meglio conosciuto come decreto Salvini, sono stati assegnati uno alla Camera e l'altro al Senato, "quando arriveranno", chiosa un parlamentare intercettato in Transatlantico a Montecitorio.

Il più urgente è sicuramente quello relativo al Morandi, nell'occhio del ciclone per coperture mancanti e testi incompiuti, che ancora non è arrivato sulla scrivania del Quirinale, a 13 giorni dal varo del Consiglio dei ministri. Proprio per la natura di necessità e urgenza, il decreto dovrà essere infatti convertito in legge entro il 13 novembre, pena la decadenza. Una data non molto lontana se si considera che dal 20 ottobre inizierà la sessione di bilancio dedicata alla manovra, con i due rami del Parlamento off limits su tutti i provvedimenti che prevedono una 'spesa'. Una vera e propria deadline insomma, che rischia di creare un effetto a catena sugli stessi lavori parlamentari, che subiranno un sovraccarico. Rumors di palazzo danno già per scontato il ricorso alla questione di fiducia, "sennò non ce la fanno" rilevano gli addetti ai lavori con un velo di sarcasmo.

Senato e Camera intanto hanno predisposto il calendario per ottobre, con il Def, che dovrebbe essere varato giovedì in Cdm, e essere all'esame delle rispettive assemblee il 10 ottobre. Nell'emiciclo di Palazzo Madama approderà dal 16 di ottobre la legge sulla legittima difesa e la richiesta di istituzione della commissione sul fenomeno del femminicidio.

A Montecitorio invece molte le proposte di legge ritenute dai gruppi "urgenti", tanto che il presidente Fico ha chiesto ai presidenti dei deputati di trovare un accordo e convergere su 5 provvedimenti su 9 segnalati. Una nuova capigruppo convocata per giovedì alle 17 dovrà stabilire, previo intese, quali testi saranno all'esame dell'assemblea.

Intanto parte la prossima settimana, e in via sperimentale, la nuova organizzazione della Camera, pensata dal Fico. Le commissioni pertanto avranno uno spazio dedicato il mercoledì e giovedì mattina, con aula che non si riunirà prima delle 10.30 il mercoledì e prima delle 11 il giovedì. Le commissioni, ovviamente, si riuniranno anche in altri giorni della settimana. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata