Parlamento, no accordo su membri Csm e Consulta: verso fumata nera

Roma, 9 set. (LaPresse) - A meno di 24 ore dalla riunione del Parlamento in seduta comune, non c'è ancora un accordo tra le forze politiche sui nomi da eleggere per i nuovi otto membri laici del Csm e i due nuovi giudici della Consulta. Secondo quanto confermano rumors di palazzo infatti, proseguono le trattative soprattutto tra Partito democratico e Forza Italia, ma ancora non ci sarebbe nessuna convergenza, tanto da presagire per domani l'ennesima 'fumata nera'. Silvio Berlusconi, costretto ad Arcore per una uveite all'occhio sinistro (il leader di Forza Italia doveva infatti rientrare a Roma oggi) è in continuo contatto con i fedelissimi che in queste ore stanno cercando di chiudere la partita su personalità che, riferiscono fonti di partito, proseguano sulla strada della 'pacificazione'. Le trattative, però, si complicano visto il totale riserbo del partito di Matteo Renzi anche sui possibili papabili.

A Montecitorio continua a circolare per la Corte costituzionale il nome di Luciano Violante, come preferenza Dem, e del senatore, Donato Bruno, come preferenza azzurra. In Csm invece, a sostituire Michele Vietti, ancora in pole position c'è l'ex senatore del Pd, Massimo Brutti, e a seguire l'ex Guardasigilli, Paola Severino. Tra gli otto nomi invece dei membri laici del Csm figurerebbero poi la senatrice Elisabetta Maria Casellati, sponsorizzata da Forza Italia, e anche l'ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che avrebbe già dato la sua disponibilità. La partita quindi è ancora tutta da giocare, ma questa volta pesa il monito del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, che la scorsa settimana aveva giudicato "indifferibile" l'elezione dei giudici della Consulta e dei membri del Csm confidando, "che entrambi - scrive il Capo dello Stato a Laura Boldrini e Pietro Grasso - vi adopererete presso i gruppi parlamentari di ciascuna Camera per conseguire le convergenze tra maggioranza e opposizioni necessarie per il raggiungimento delle maggioranze richieste dalla Costituzione".

E questa mattina la presidente Boldrini ha infatti accolto la responsabilità datale dal capo dello Stato e nella riunione della conferenza dei capigruppo ha annunciato che qualora la votazione finisse con l'ennesima fumata nera non esiterà a convocare il Parlamento in seduta comune ad oltranza, con votazioni anche nelle giornate di lunedì e venerdì. Il Parlamento è convocato per domani alle 9.

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