Parisi: "Rousseau? Rischio è che sposa venga abbandonata mentre va all'altare"
Parisi: "Rousseau? Rischio è che sposa venga abbandonata mentre va all'altare"

Adesso, per dirla con Arturo Parisi, il Pd "rischia 'solo' di essere abbandonato mentre sta andando verso l'altare". Da padre nobile del centrosinistra, vicinissimo a Romano Prodi, mette però in guardia i Dem sul "pericolo" che hanno davanti. Sbagliato, spiega a LaPresse, "lisciare il pelo al populismo".

DOMANDA - Il Pd ha mostrato responsabilità, ma da Di Maio - anche quando si è trattato di lasciare il ruolo di vicepremier - sono arrivati solo attacchi. Giusto subire?

RISPOSTA - Diciamo che la Segreteria Pd è assieme a Conte quella che si sta spendendo di più. Ogni giorno di più. Di Maio di certo ci mette del suo, come persona e fino a ieri 'capo politico'. Ma la verità è che i 5S sono profondamente divisi come corpo collettivo. Quanto non lo sanno ancora neppure loro. Nonostante le chiarissime indicazioni di Grillo, passare in pochi giorni con quel Pd, che tra loro dicono ancora di Renzi, non è un salto da poco.

D. Adesso tutto è in mano a Rousseau...

R. Si potrebbe dire che ogni partito ha le regole sue. E nessuno si potrebbe sorprendere della democrazia più istantanea che diretta dei 5Stelle. Ma collocato dove l’hanno collocato, alla vigilia delle nozze...Non riesco ancora a capire come, a differenza del matrimonio con la Lega, possa essere stato accettato anche soltanto il rischio che la sposa possa finire abbandonata mentre si sta già recando all’altare.

D. Il Pd ha dovuto accettare diverse condizioni, a partire dal nome di Conte. Sarebbe stato meglio 'scendere dal treno in corsa' e chiedere il voto?

R. Certo man mano che il treno prende velocità scendere è sempre più pericoloso. E un passo alla volta si rafforza il ricatto morale dell’accusa di mettere a rischio l’impresa per quella che volta a volta può essere descritta come una cosa da poco.

D. Che trattativa è stata?

R. Purtroppo è passata un’idea che liscia il pelo al populismo due volte. Da una parte riducendo la questione Di Maio a un problema di sedili e sederi. Dall’altra nascondendo la necessità di responsabilizzare Conte come primo referente politico dei 5Stelle dentro il governo, e non invece arbitro e mediatore nell’alto dei cieli, al riparo dal rischio che la sua autorità abbia a sporcarsi con le bassezze della politica.

D. Se alla fine si dovesse arrivare al traguardo, crede che il Governo giallorosso possa durare? Quali i temi davvero comuni tra PD e M5S?

R. Prima arriviamo al traguardo, che in questo caso è poco più che un punto di partenza.

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