Papa: Ior necessario fino a un certo punto, uscire dalla crisi

Città del Vaticano, 24 apr. (LaPresse) - Temi sociali, ma non solo. Politici, umani e anche finanziari. Papa Bergoglio, anche oggi, esce dagli schemi del protocollo e lancia appelli. Prima dell'udienza generale, che ha raccolta 100mila fedeli a San Pietro, il pontefice, durante l'omelia della messa a Santa Marta, si rivolge ai dipendenti dello Ior e dice: "Tutto è necessario, gli uffici sono necessari, ma sono necessari fino a un certo punto". "Scusate eh", dice con un sorriso. "Quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici e diventa un po' burocratica, - ha detto il Papa - la Chiesa perde la sua principale sostanza". La Chiesa, ha detto Papa Francesco "corre il pericolo di trasformarsi in una ong. E la Chiesa non è una ong". Poi il Papa esce per il consueto bagno di folla. Parla di crisi economica, Bergoglio salutando a mandando un pensiero agli operai sardi della E.On, che sono in difficoltà. "In Sardegna e in tutto il Paese - afferma- la situazione è particolarmente difficile. Serve un incisivo impegno per aprire vie di speranza", esorta, raccomandando il "rispetto dei diritti di tutti e specie delle famiglie".

Poi i giovani. Francesco si è rivolto a loro continuando nello stile di dialogo con la piazza inaugurato nelle recenti apparizioni pubbliche. "In piazza ho visto molti giovani, è vero? Dove sono questi giovani?", ha chiesto per far levare il grido dei gruppi presenti tra i due bracci del colonnato. Poi ha lanciato un appello accorato anche per i ragazzi. "La vita ci è data per donarla", ha detto. Aggiungendo: "Cari giovani, non abbiate paura di sognare cose grandi". Infine un pensiero per la martoriata Siria. Sul rilascio dei due vescovi ortodossi rapiti ad Aleppo "giungono notizie contrastanti", dice esprimendo la speranza che "tornino presto nella loro comunità". E per la situazione del Paese ha rinnovato "l'invito che ho rivolto nel giorno della Pasqua affinché cessi lo spargimento di sangue" si provveda alla "assistenza umanitaria alla popolazione" e si lavori a una "soluzione politica alla crisi". Come gesto finale, l'incontro e l'abbraccio Estela Carlotto, presidente delle 'Abuelas de Plaza de Mayo', l'associazione argentina di 'nonne di plaza de Mayo' attiva da anni nella denuncia delle violazioni dei diritti umani da parte della passata dittatura argentina e, in particolare, del sequestro di persone. La donna e Bergoglio hanno conversato: si sono stretti la mano, sorridendo e alla fine lui l'ha anche baciata sul capo. L'anziana signora gli ha consegnato una busta bianca.

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