Paolo Savona, l'economista antieuro agli Affari Europei
Da molto tempo contrario alla presenza dell'Italia nella Ue. Ha scritto "L'Europa dai piedi di argilla"

Nato a Cagliari il 6 ottobre 1936, Paolo Savona, nuovo ministro per gli Affari Europei, è l'ex ministro dell'Industria e del Commercio del governo Ciampi. E' laureato con lode al Mit di Boston in Economia, è stato direttore della Banca d'Italia, direttore generale di Confindustria, co-fondatore della Luiss. Matteo Salvini e Luigi Di Maio l'hanno scelto per guidare uno dei ministeri chiave nel governo giallo-verde: il Mef. Poi, dopo lo scontro con Mattarella, sono stati costretti a spostarlo alle Politiche Comunitarie.

E' uno dei più noti economisti antieuro e antieuropeista: si è dichiarato contrario all'accettazione dei parametri di Maastricht, considerandoli troppo rigidi, e si è sempre opposto all'entrata dell'Italia nell'euro, esprimendo il suo dissenso in un pamphlet intitolato 'L'Europa dai piedi di argilla'. Più esplicitamente, ha implorato l'Italia di liberarsi "dal cappio europeo che si va stringendo al collo", sostituendo "il poco dignitoso vincolo esterno con una diretta responsabilità dei gruppi dirigenti. Si aprirebbe così la possibilità di sostituire a un sicuro declino un futuro migliore attraverso il reimpossessamento della sovranità di esercitare scelte economiche autonome, comprese quelle riguardanti le alleanze globali". Durante il governo Berlusconi III, è stato a capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei ministri e Coordinatore del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona

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