Palermo, sindaco Orlando su truffa sulla Tares: Non è 'Mafia Capitale'

Palermo, 19 dic. (LaPresse) - "Amareggiato per quanto hanno fatto alcuni a danno di tutti i cittadini onesti e della credibilità del Comune, ma soddisfatto dello svolgimento dell'azione di contrasto alla corruzione". Parla così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, all'indomani degli arresti al settore Tributi del Comune. Gli arresti di ieri nascono anche da alcune segnalazioni datate 2012 e 2013 ma "noi - spiega Orlando, intervistato da Livesicilia.it - abbiamo segnalato subito la vicenda alla procura".

"Ci siamo mossi in sinergia con gli inquirenti: abbiamo opportunamente tolto le funzioni ai dipendenti oggetto di esposto anonimo inoltrato dall'Amministrazione alla procura ma non li abbiamo trasferiti fisicamente dall'ufficio, consentendo così di accertare i comportamenti anomali oggi oggetto di contestazione, commessi dopo la segnalazione anonima e fornendo tutta la collaborazione possibile a chi conduceva le indagini".

Secca la risposta davanti al paragone con 'Mafia Capitale': "C'è una grande differenza: a Roma c'è stata la complicità della politica e degli apparati burocratici, qui invece la politica e la burocrazia comunale hanno aiutato la magistratura a smantellare un sistema corrotto".

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