Palermo, frode in sanità: indagato l'ex ministro Fazio

Palermo, 8 ago. (LaPresse) - L'ex ministro della Salute, Ferruccio Fazio, è indagato a Palermo in un'inchiesta su una maxi frode nel settore della sanità. La notizia, trapelata giorni fa, ora trova conferma in una nota del comando provinciale della guardia di finanza di Palermo, che ha sequestrato il Laboratorio di tecnologie oncologiche (Lato) di Cefalù e beni per 40 milioni di euro. Oltre a Fazio, legale rappresentante del laboratorio dal 2005 al 2008, sono indagati Antonio Emilio Scala, attuale legale rappresentante del Laboratorio, e Maria Cristina Messa, responsabile dei progetti di ricerca e formazione. I tre sono accusati "di aver percepito, attraverso la società Lato, ingenti contributi pubblici". I reati contestati sono truffa aggravata ai danni dello Stato e dell'Unione europea e falso in atto pubblico.

Il decreto di sequestro era stato emesso dalla Procura di Palermo nei giorni scorsi e ora ha ricevuto la convalida da parte del gip. Nel mirino la società 'Laboratorio di tecnologie oncologiche Hsr-Giglio Scarl', che ha subito il sequestro dell'intero complesso aziendale del valore di 20 milioni di euro, oltre a beni immobili e disponibilità bancarie per 12 milioni. Bloccata, inoltre, l'erogazione di una quota residuale di contributi pubblici concessi alla società da parte del ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca.


Le indagini, avviate dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria e successivamente coordinate dalla Procura di Palermo, si sono concentrate su tre domande di finanziamento pubblico presentate dalla Lato nell'ambito del Fondo agevolazione ricerca. Si tratta di istanze relative ad altrettanti progetti da realizzare nella cittadina normanna e per i quali il ministero ha concesso contributi per oltre 36 milioni di euro.
Il primo contributo riguarda la ricerca di nuove tecnologie diagnostiche per la cura dei tumori e la formazione di ricercatori e tecnici di laboratorio da qualificare nello studio di queste tecnologie. Il secondo lo studio e il trattamento dei tumori del seno mediante tecniche altamente innovative. Un terzo progetto è stato concesso per lo sviluppo di capacità diagnostiche e terapeutiche attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie.

Nei primi due casi, secondo gli investigatori, la società avrebbe ottenuto i contributi "attraverso documenti ideologicamente falsi" in cui si attestavano costi in realtà non sostenuti o sostenuti solo in parte. Sarebbero state rendicontate, inoltre, ore lavorative dei dipendenti in misura "nettamente superiore" a quelle effettivamente dedicate ai progetti di ricerca. In alcuni casi l'incremento era del 90%. Nel terzo progetto, invece, la Lato avrebbe ottenuto il denaro "nonostante abbia omesso di presentare la documentazione tecnico-scientifica e amministrativo-contabile".

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