Orlando-Renzi: botta e risposta. Poi l'ex premier a Conte: "Chiarisca su Barr in Italia"
Orlando-Renzi: botta e risposta. Poi l'ex premier a Conte: "Chiarisca su Barr in Italia"

Scontro tra il vicesegretario Pd e il leader di Italia Viva: "No ultimatum né dal Papeete né dalla Leopolda".  La replica: "Vedo il mio amico Andrea un po' agitato". Poi l'esortazione dell'ex segretario dem al premier sull'incontro tra il segretario alla Giustizia Usa e e il capo del Dis riportato dal New York Times

Clima teso tra il Pd e Matteo Renzi. Il vice segretario dem, Andrea Orlando, dal palco della Festa nazionale di Dems, l'area di cui è l'ispiratore, bacchetta il suo ex segretario per le sue posizioni su Iva e taglio del cuneo fiscale. "Gli ultimatum, al di là dei contenuti, non sono peggio se lanciati dal Papeete piuttosto che dalla Leopolda. Gli ultimatum non vanno lanciati, sennò si sfascia tutto". L'ex Guardasigilli teme un replay allargato dei 14 mesi di convivenza giallo-verdi. "Quando abbiamo parlato di discontinuità per questo accordo di governo non era soltanto rispetto al merito, ma anche rispetto al metodo". 

A stretto giro di posta è arrivata la risposta dell'ex premier: "Per avere un termine di paragone, Orlando deve conoscere almeno uno dei due posti: visto che alla Leopolda non si è mai visto, spero che almeno abbia frequentato qualche volta il Papeete... Vedo il mio amico Andrea un po' agitato" , afferma Renzi che poi sottolinea: "Alla Leopolda non ci sono il mojito o le cubiste, così come non ci sono le penali che il Pd sta mettendo". Infine l'affondo: "Per Orlando, io e Salvini siamo la stessa cosa. Dire che la Leopolda e il Papeete siano sullo stesso piano è l'errore degli ultimi anni, se la prendono con il Matteo sbagliato. Io combatto Salvini e se Andrea continua a dire certe cose, dimostra che non ha capito le ragioni della scissione".

Ma Renzi riserva una punzecchiatura anche al premier Giuseppe Conte, su una vicenda delicata, di cui ha scritto il New York Times, il viaggio dell'attorney general degli Stati Uniti William Bar nella capitale italiana a settembre, che sarebbe stato mirato a indagare su come era nato il Russiagate e durante il quale avrebbe visto i vertici dei servizi italiani. Secondo il quotidiano americano alcuni diplomatici e funzionari dell'intelligence all'ambasciata Usa a Roma non conoscevano il motivo della visita segreta. "Vada al Copasir e spieghi tutto" è l'invito del leader di Italia Viva al presidente del Consiglio, dagli schermi di 'In Mezz'ora in più' su Rai 3.  

La stampa Usa ha definito la vicenda una 'contro-indagine' sul Russiagate, voluta direttamente da Donald Trump per trovare punti utili a screditare l'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sulle sospette ingerenze di Mosca nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali americane del 2016 che hanno portato il tycoon alla Casa Bianca nella sfida contro la democratica Hillary Clinton

Ma non solo, sul tema intelligence l'ex sindaco di Firenze aggiunge: "Personalmente penso che il presidente del Consiglio, in generale e nello specifico quello di adesso, farebbe bene a dare la delega dell’Autorità delegata ai Servizi. Suggerisco, nell’interesse del presidente del Consiglio, di avere un signor professionista che si occupi di queste cose e di non metterci sempre lui in mezzo"

 

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