Orfini: Al voto anche prima di giugno, democrazia non è problema
"Se riusciamo a far partire la nostra road map si può votare a giugno con una nuova legge"

"Se riusciamo a far partire la nostra road map si può votare a giugno con una nuova legge, fermo restando che la data la decide il presidente della Repubblica. Qualora invece gli altri partiti ci lasciassero soli nel tentativo sincero di cambiarla, dovremmo sperare che il doppio Consultellum sia il più possibi"Se riusciamo a far partire la nostra road map si può votare a giugno con una nuova leggele omogeneo. Inevitabilmente si voterebbe con i sistemi indicati dalla Corte costituzionale e non certo per responsabilità del Pd". A dirlo è il presidente del Pd Matteo Orfini in un'intervista al Corriere della Sera. "Noi condividiamo le parole del presidente Mattarella, tanto che ci siamo fatti carico di far nascere un altro governo, con l'obiettivo di armonizzare le leggi elettorali - spiega - Però questa responsabilità non può ricadere solo sul Pd, che non ha i numeri. La legislatura è politicamente terminata il 4 dicembre e solo il tentativo, difficile ma possibile, di armonizzare il sistema ipermaggioritario della Camera con quello proporzionale del Senato, può prolungarla".

"Gentiloni ha detto che il suo è un governo di servizio al Paese, ma una volta completato il percorso è giusto restituire la parola ai cittadini - ricorda Orfini - E Mattarella ha segnalato la spinta del Paese verso il voto anticipato".  "È così per tutto il Pd. Non c'è alcuna differenza tra Renzi, Gentiloni e Orfini", assicura. A questo punto "ci sono due scenari. Se si coglie negli incontri la disponibilità delle altre forze a cambiare l'Italicum, si può iniziare a lavorare nel merito senza aspettare la Consulta. Altrimenti si prende atto della indisponibilità e vengono meno le ragioni per proseguire. e riusciamo a far partire la nostra road map si può votare a giugno con una nuova legge, fermo restando che la data la decide il presidente della Repubblica. Qualora invece gli altri partiti ci lasciassero soli nel tentativo sincero di cambiarla, dovremmo sperare che il doppio Consultellum sia il più possibile omogeneo. Inevitabilmente si voterebbe con i sistemi indicati dalla Corte costituzionale e non certo per responsabilità del Pd". "Ci sono sicuramente delle scadenze importanti, ma non drammatizzerei - dice a  proposito dei Trattati di Roma e del G7 -  Per chi come noi crede nella democrazia, dare la parola agli elettori non è mai un problema".

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