Orban da Salvini: "Fermare immigrazione è possibile, Matteo non arretrare"
Il premier ungherese: "E' il mio eroe. Dal suo successo dipende la sicurezza dell'Europa". Proteste in piazza a Milano

Matteo Salvini è "il mio eroe", l'Ungheria "ha dimostrato che i migranti possono essere fermati sulla terraferma" e il ministro dell'Interno italiano "sta dimostrando che si può farlo anche in mare. Dal suo successo dipende la sicurezza dell'Europa". Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha incontrato a Milano il vicepremier e leader della Lega, per discutere in primis della questione migratoria. Argomento su cui il leader magiaro celebra la loro sintonia: "Abbiamo parlato di tante cose sul futuro dell'Ue" e "siamo d'accordo sul tema più importante oggi, l'immigrazione". L'obiettivo comune è quello di chiudere i confini e respingere i profughi. Intanto, a poche centinaia di metri, migliaia di persone in piazza San Babila hanno rivendicato una 'Europa senza muri', contro il vento sovranista e xenofobo che da Est soffia sull'Italia.

Orban, capofila del blocco di Visegrad - composto da Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia oltre che dall'Ungheria - che si oppone alle politiche dell'Ue, schema di ricollocamenti incluso, l'ha riassunta così, prima ancora dell'incontro in Prefettura: "Ci sono due blocchi: da una parte Bruxelles, tedeschi, francesi e spagnoli che vogliono gestire l'immigrazione; dall'altra parte noi, per cui l'obiettivo è fermarla. Con Salvini abbiamo la stessa posizione". Dopo oltre un'ora di colloquio a porte chiuse, Salvini conferma un incontro "costruttivo" e aggiunge che sul tema dell'immigrazione "continuerà ad agire come ha fatto sinora, inchieste e processi ma non mi faranno assolutamente cambiare idea". Il riferimento è al caso della nave della Guardia costiera Diciotti, per cui è indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio, dopo che ha impedito lo sbarco a Catania delle oltre cento persone a bordo.

Sul caso Diciotti, Orban dice di "comprendere la richiesta" dell'Italia di accogliere i migranti, ma la bolla come "irragionevole". L'ungherese si scaglia poi ancora una volta contro le quote: "Non bisogna ricollocare, ma rimpatriare". La Commissione europea a luglio ha deferito Budapest alla Corte di giustizia Ue, per non aver rispettato la legge su asilo e ricollocamenti tra le varie nazioni del blocco. Ma Orban non arretra, mentre al confine sud del suo Paese corre una lunga barriera per impedire l'accesso ai profughi e dopo che l'Ue ha avviato una procedura d'infrazione anche per la legge 'Stop Soros', con cui il suo governo ha ostacolato e criminalizzato l'aiuto ai migranti. "Non indietreggiare", dice a Salvini.

Per entrambi, poi, il comune nemico è anche la Francia del presidente Emmanuel Macron. Salvini fa riferimento ai "grandi Paesi" e dice: "Chiediamo collaborazione", "Macron dà lezioni ai governi stranieri ed è il primo a dover mostrare solidarietà. Riapra il confine di Ventimiglia". E aggiunge che, se il francese desse il buon esempio, "anche i Paesi di Visegrad potrebbero avere un approccio diverso". Un affondo arriva anche da Orban: Macron è "a capo della forza europea che sostiene la migrazione" nell'Ue, "dall'altra ci siamo noi che vogliamo fermare l'immigrazione illegale".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata