Onida vittima scherzo: I saggi inutili. Poi si scusa: Io ingenuo

Roma, 4 apr. (LaPresse) - "I saggi? Inutili, servono a coprire questo periodo di stallo. Andremo a votare presto". Lo ha detto Valerio Onida, che del gruppo di 'saggi' nominati dal Quirinale fa parte, chiamato da una finta Margherita Hack, per il programma 'La zanzara' di Radio 24. Cadendo nella beffa, Onida, ex presidente della Consulta, ha anche detto:: "Berlusconi vuole solo protezione, è anziano e speriamo decida di godersi la vecchiaia lasciando in pace gli italiani". Poi, per quanto riguarda il Quirinale il costituzionalista ha affermato: "Fosse per me metterei Giuliano Amato".

Quando però la notizia dello scherzo telefonico è venuta allo scoperto, Onida ha cercato di tamponare: "Sono stato ingenuo nel pensare che l'autrice della telefonata provocatoria fosse davvero la professoressa Hack" ma "che non sia inutile il lavoro che stiamo facendo, lo dimostra il fatto che sono qui con gli altri colleghi a lavorare". La precisazione di Onida è arrivata attraverso l'ufficio stampa del Quirinale. "Esprimo il mio rammarico - ha aggiunto il costituzionalista - per l'imbarazzo che la pubblicazione può aver creato al Presidente della Repubblica, e le mie scuse al Presidente Berlusconi perché un mio giudizio privato, espresso in chiave ironica e autobiografica - ho detto che sono un suo coetaneo - diventando pubblico potrebbe averlo ingiustamente offeso". "La pubblicazione del contenuto di una conversazione privata, nella quale l'interlocutore falsifica la propria identità - dice ancora Onida - costituisce una grave violazione della libertà e segretezza delle comunicazioni garantita dalla Costituzione".

Immediate le reazioni dal mondo politico. Dal fronte del Pdl numerosi gli attacchi dopo la 'scivolata' di Onida. "Le offese del professor Onida a Silvio Berlusconi sono intollerabili. Quanto ha poi dichiarato circa il suo ruolo di 'saggio' rappresenta un gravissimo oltraggio all'incarico che il Capo dello Stato gli ha evidentemente ingiustamente conferito. Con le sue parole si è chiaramente preso gioco di Napolitano e di tutti gli italiani che confidavano in un lavoro di sintesi e di unione. Le sue dimissioni sarebbero il segnale minimo per coprire un'offesa tanto grave", ha dichiarato il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri.

"Ci mancava pure la follia di un saggio. Francamente abbiamo l'impressione che la battuta di Onida su Berlusconi sia stata fraintesa: si è un trattato di una notazione autobiografica, autocritica, autoreferenziale", ha dichiarato Fabrizio Cicchitto del Pdl. "Come è noto- aggiunge Cicchitto- sui saggi c'è stata una accesa discussione in tutti i partiti. Con le precisazioni di Napolitano e la delimitazione temporale del loro lavoro, la cosa aveva avuto una sistemazione di per sé saggia. Invece nessuno poteva immaginare che il coordinatore dei saggi fosse cosi squilibrato da dover rimettere il mandato per manifesta incompatibilità".

Sono arrivati anche gli inviti alle dimissioni rivolti al 'saggio' caduto nella beffa: "Dopo quello che ha detto, Onida dovrebbe lasciare l'incarico affidatogli da Napolitano: le sue affermazioni sono incompatibili con il ruolo super partes cui è stato chiamato", afferma Licia Ronzulli, europarlamentare del Pdl, in una nota.

- Da Daniela Santanche', parlamentare del Pdl, un invito al Colle dopo la vicenda: "Chiediamo che Napolitano sciolga subito i cosiddetti saggi. La brutta figura di Onida che dichiara e ammette che stanno semplicemente perdendo tempo, lede profondissimamente l'immagine di tutti i saggi e indirettamente rischia di minare amche chi li ha proposti. E' tempo di ristabilire l'onore e autorevolezza,sciogliendo l'equivoco saggi".

Ma c'è chi va giù più duro e chiede le dimissioni in massa dei 'facilitatori', cioè anche degli altri 9 'saggi', come, sempre dalle fila del Pdl, Capezzone del Pdl: "La domanda nasce spontanea, come diceva il noto conduttore televisivo. Dopo quello che il professor Onida ha detto sui saggi e la loro inutilità; dopo quello che ha detto sul capo di uno dei maggiori partiti italiani, votato da 10 milioni di elettori; dopo tutto ciò, come fa il professor Onida a rimanere al suo posto? E come fanno gli altri nove a rimanere accanto a lui, senza scoppiare a ridere?", dice Capezzone, che aggiunge: "Ma c'è poco da ridere, quando sono passati ben 38 giorni dal voto. La pazienza degli italiani comincia ad esaurirsi...".

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