Omofobia, Camera approva testo di legge. Posizioni diverse in maggioranza

Roma, 19 set. (LaPresse) - La Camera ha approvato il testo di legge contro l'omofobia con 228 sì e 57 contrari e 108 astenuti. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. Non sono mancate le polemiche. Alla fine infatti l'aula di Montecitorio ha dato l'ok con uno scontro in maggioranza: a favore Pd e Scelta civica, contrario il Pdl ma con qualche sì a titolo individuale

"La legge sull'omofobia così com'è non va bene. Al Senato si dovrà cercare un'altra maggioranza e forse finalmente ci accorgeremo che in questo Parlamento una maggioranza laica c'è, ed è larghissima". Queste le parole di Giuseppe Civati, in corsa per la segreteria del Pd, a proposito della legge sull'omofobia. "L'eccezione introdotta dal sub-emendamento a un emendamento già discutibile è orripilante - aggiunge - e per un pugno di voti non è stata bocciata". "Se ci liberassimo dei riflessi da governissimo anche quando si parla di diritti faremmo cose migliori, e non solo quando si parla di diritti", prosegue. "Il lavoro di Scalfarotto è stato generoso, è l'impianto di questa maggioranza che ci costringe. Il mio impegno, anche come candidato al congresso del Pd, è quello di arrivare comunque a cambiare questa legge, in particolare coinvolgendo le associazioni che da tanti anni si occupano di questi temi", ha concluso Civati.

A sottolineare le polemiche sul provvedimento Andrea Mazziotti, responsabile giustizia di Scelta Civica, che stigmatizza lo scontro. "Il dibattito in aula sulla legge sull'omofobia ha fatto emergere un livello di populismo e approssimazione che fa impressione. Abbiamo appena approvato un emendamento da noi proposto insieme al Pd che chiarisce che non rientra nell'omofobia punibile 'la libera espressione o manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee', purché non istighi all'odio o alla violenza. Il Pdl dice che l'emendamento non è sufficiente a tutelare la libertà di opinione e che si starebbe violando la Costituzione". "Cosa vorrebbero?", si chiede il deputato di Sc, "la libera istigazione all'odio e alla violenza verso gli omosessuali?".

Mazziotti, di Scelta Civica, attacca tutte le forze politiche che non hanno votato o hanno votato contro il provvedimento sull'omofobia."Il M5S - scrive l'onorevole - parla di violazione dei diritti dell'uomo e poi cita a vanvera una sentenza del 2012 della Corte Europea dei diritti dell'uomo che ha detto esattamente quel che dice l'emendamento". "Sel - prosegue - parla di violazioni della Costituzione senza nemmeno dire quali sono. Insomma: idee diverse ma motivazioni ugualmente improbabili". "E' un po' triste - conclude Mazziotti - che su un tema importante come quello dei diritti e dell'uguaglianza nessuno abbandoni i propri diversi populismi anche a costo di dover usare argomenti insostenibili. Nessuno che affronti il problema seriamente".

Le divisioni nella maggioranza suscitano la reazione di vari esponenti dem. "Quello che sta succedendo alla Camera in merito alla proposta di legge contro l'omofobia e la transfobia ci lascia senza parole". E' il commento circa la spaccatura nella maggioranza avvenuta oggi in aula alla Camera durante la votazione del provvedimento contro l'omofobia espresso in una nota congiunta dai deputati Pd Giuditta Pini, Fausto Raciti, Valentina Paris, Chiara Gribaudo, Liliana Ventricelli, Miriam Cominelli, Laura Coccia Gasparri e Giulia Nardulo. "La legge è di iniziativa Pd e vuole semplicemente dare uno strumento in più ai giudici e alle vittime di reati a sfondo omofobo o transofobo per difendersi e combattere anche con mezzi legali la violenza sempre più diffusa che colpisce la comunità Lgbt" spiegano. "Si tratta in pratica di aggiungere due parole alla legge Mancino. Due semplici parole: la legge si applica anche ai reati a sfondo omofobo e transofobo. Non ci sono discussioni che tengano. Non ci possono essere giustificazioni. Il credo religioso non centra nulla e nemmeno la sensibilità", aggiungono, rispondendo alle accuse del Pdl e Fdi. "Davanti al volto tumefatto di un persona la cui unica colpa è avere un orientamento sessuale 'diverso' non si può patteggiare. Abbiamo cercato una convergenza con tutti, sperando che si potesse arrivare all'unanimità. Bene evidentemente la mediazione è fallita. Allora basta", continuano gli esponenti Pd. "Chi vuole approfittare della discussione per azzoppare la legge Mancino abbia il coraggio di alzarsi in piedi e parlare davanti a tutti. Solo così potremo finalmente sapere chi non vuole una legge a tutela delle differenze etniche religiose e sessuali. E allora, forse, parleremo veramente del merito", concludono.

"Le dimissioni del relatore Antonio Leone, che pure si era spinto molto in là nel cercare un'intesa, dimostrano che la mediazione non è possibile. Se, come fa il testo attuale, con il pretesto del contrasto alla discriminazione e alla violenza si vuole impedire la difesa della famiglia come definita dalla Costituzione, se si vuole proibire a dei credenti di dire che certi comportamenti sono peccati, non ci possono essere mediazioni con un movimento come il nostro che ha la libertà nel nome e nel cuore". Così il senatore Lucio Malan (Popolo della Libertà) ha commentato la legge contro l'omofobia approvata alla Camera".

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