Nuovo vertice Salvini-Di Maio alla Camera: confronto su programma e squadra di governo
Il secondo incontro tra il leader pentastellato e quello della Lega

Secondo vertice alla Camera tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Al centro del nuovo incontro, durato poco più di un'ora, il confronto su programma e squadra di governo, ministri compresi. Continuano dunque le trattative per far nascere il governo Lega-M5S. Resta aperta la questione sul premier e tra le ipotesi spunta quella di un "nome terzo". "Quando avremo cose da dire, le comunicheremo", ha detto il leader del Carroccio al termine dell'incontro a cui potrebbe seguirne un altro ancora. Il capo politico dei Cinquestelle, dopo essere rimasto in riunione con il suo staff, una volta uscito dalla Camera ha spiegato: "Abbiamo fatto dei passi avanti. Sabato ci sarà un nuovo incontro a Milano negli uffici del M5s. Di nomi non ne abbiamo parlato, lo faremo a breve. Stiamo trovando ampie convergenze sui temi che hanno a cuore gli italiani. Giovedì abbiamo parlato di reddito di cittadinanza, di flat tax, di legge Fornero di questioni che riguardano la lotta al business dell'immigrazione del conflitto di interessi anche l'incontro di oggi è stato positivo perché ha fatto fare passi avanti agli italiani. È la terza Repubblica dove, come vedete, si parla prima di temi". Poi ha aggiunto: "Speriamo di chiudere il prima possibile altrimenti altrimenti si torna al voto".

E Salvini si fa vivo su Facebook. Ecco il suo post: "Cancellare la legge Fornero, tagliare tasse e burocrazia, ridurre gli sbarchi e aumentare le espulsioni, ridare dignità al lavoro, tagliare sprechi e privilegi, difendere l'Italia in Europa, riconoscere Autonomia alle comunità locali, chiudere le liti fra cittadini ed Equitalia, aiutare (davvero!) i disabili, garantire il diritto alla legittima difesa. Stiamo lavorando per questo, grazie per il vostro affetto e la vostra fiducia Amici, vi voglio bene!?? #andiamoagovernare".

I primi obiettivi del nuovo esecutivo saranno dunque il reddito di cittadinanza e la flat tax, a cui si aggiungeranno anche gli altri punti principali dei rispettivi programmi politici compresa la lotta all'immigrazione clandestina. Il governo di Salvini e Di Maio si occuperà di pensioni, con il superamento della legge Fornero, di sburocratizzazione e riduzione di leggi e regolamenti, di misure per il recupero dei debiti fiscali per i contribuenti in difficoltà, dello studio sui minibot, di spending review (partendo dalla relazione di Carlo Cottarelli nel 2013), lotta alla corruzione, contrasto all'immigrazione clandestina e legittima difesa. Mattarella non approverebbe nessun punto del programma che odori anche da lontano di "sovranismo" all'ungherese.

Berlusconi gufa? -  E Berlusconi? Il leader di Forza Italia al momento non vuole sbilanciarsi e, a margine di una mostra al Palazzo della Permanente di Milano, dice: "Non voglio fare nessuna dichiarazione, non mi sembra il caso, vediamo come vanno le cose". Poco dopo, però, ammette i suoi timori e confessa: "Speriamo che questi due non vadano avanti, perché mettono la patrimoniale". La frase, tuttavia, è stata subito smentita dallo staff del presidente.

Conflitto d'interessi - Tema delicatissimo è quello del conflitto d'interessi. Salvini ha avuto il via libera "morbido" da Berlusconi ma è chiaro che avrebbe difficoltà ad accanirsi contro l'ex Cavaliere e il suo gruppo televisivo. Per il M5S la questione era invece prioritaria in sede di programma elettorale. La questione è stata posta a Di Maio dai cronisti che lo attendevano all'uscita di Montecitorio: "Nel contratto ci sarà - ha risposto - Lo ha detto anche Giorgetti".

L'Europa - Sul punto c'è da registrare un'affermazione di Di Maio: "Noi conosciamo la situazione dell'Europa sappiamo che ci sono delle cose che vanno fatte. Ci sono anche nell'ambito del bilancio europeo delle pretese che l'Italia deve portare avanti, sul fondo sociale europeo, sui finanziamenti che devono arrivare. Ci sono tante cose da fare e chi vede in questa ipotesi di governo una minaccia per l'Europa forse vede una minaccia per le poltrone, ma non per l'Europa".

Nomi per il premier - Per quanto riguarda il premier, sembra accantonata l'idea di un'alternanza tra Salvini e Di Maio (considerata poco seria). Improbabile anche che ci sia spazio per i due leader in qualità di vicepresidenti del Consiglio. Più probabile che a entrambi spetti un dicastero di "peso": Esteri (per Di Maio) e Interni (per Salvini). Ma sul nome del premier è buio pesto. Per ora è circolato solo il nome di Giampiero Massolo, diplomatico e docente universitario. Ma non sembra piaccia troppo alla Lega perché considerato troppo vicino al M5S.

Incontro Meloni-Di Maio - Nel pomeriggio, per almeno un'ora, si sono incontrati Luigi Di Maio e Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d'Italia, al termine si è limitata a un "Non ho nulla da dire". La questione è delicata perché i 17 senatori di FdI potrebbero determinare la maggiore o minore solidità del governo. La Meloni, finora, non si è sbilanciata sull'atteggiamento sul nuovo esecutivo. FdI potrebbe votare a favore se ci fosse un premier di centrodestra, ma potrebbe prendere una posizione critica e defilata se il premier fosse di area M5S.

Renzi - Intanto, Matteo Renzi è tornato all'attacco con un lungo post su Facebook: "Ora devono rispettare le promesse folli e irrealizzabili che hanno lanciato e rilanciato sui social e nelle piazze. Hanno promesso tante cose. E su quelle promesse hanno vinto: chiederemo conto delle loro bugie elettorali, ogni giorno".

Programma votato su Rousseau - Il contratto di governo che uscirà, eventualmente, dall'accordo Di Maio-Salvini sarà sottoposto da M5S a un referendum degli iscritti. "Noi chiederemo agli iscritti M5s di votare online su Rousseau. Il voto degli iscritti è l'indirizzo principale da cui il movimento prende le sue decisioni. Il sistema di voto su Rousseau è sempre stato determinante", ha annunciato Davide Casaleggio durante la presentazione al Senato della nuova funzione della piattaforma Rousseau 'Scudo della rete'. "Quando si parla di governo è importante che vengano attivati strumenti di partecipazione attiva dei cittadini stessi, come in Estonia o altri Paesi - sottolinea - Noi stiamo sperimentando alcune forme di partecipazione da parte degli iscritti M5s. Ma se fosse disponibile un'integrazione dei cittadini nella vita dello Stato sarebbe certamente positivo". Non solo. Il voto sul contratto di governo che gli iscritti potranno effettuare sulla piattaforma Rosseau, sarà "blindato" da eventuali manomissione esterni. "Sul ruolo della certificazione - ha spiegato - stiamo lavorando in diverse direzioni. Sarà un voto blindato e assicurato a tutti gli iscritti". E a riguardo, Di Maio ha commentato: "Io penso che il fatto di chiedere un parere ai nostri iscritti significa dover fare un buon lavoro. Soddisferemo quello che gli italiani aspettano da un governo di questa portata". 

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