Nuove norme per gli appalti, stop a gare al massimo ribasso
Tra le novità anche un ruolo più forte dell'Anac, l'Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone

Via libera del governo al nuovo codice degli appalti. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato la proposta che punta a semplificare con forza l'intera normativa e a dare una veste europea al settore delle grandi opere. A illustrare le novità ieri è stato il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.

Tra le novità lo stop alle gare al massimo ribasso e un ruolo più forte dell'Anac, l'Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Spiega Delrio: "Con il nuovo codice vogliamo dire basta alle gare al massimo ribasso e questo anche per garantire una migliore qualità delle gare stesse: il criterio da seguire dovrà essere quello di coniugare prezzi e qualità". Altro dato importante sarà il ruolo dell'Anac. Dice il ministro: "Con la nuova normativa il presidente Cantone avrà maggiori compiti, ma saranno garantite all'Autorità  anche maggiori risorse".

Ma in linea generale Delrio delinea i criteri che dovranno essere seguiti per l'individuazione degli appalti: "Le opere pubbliche da oggi in poi saranno scelte in base alla loro utilità e dovranno essere il frutto di una buona programmazione". In più dovrà chiudersi l'epoca degli interventi eccezionali. Il ministro su questo è chiaro: "Il nuovo codice dovrà servire anche a superare la legge obiettivo e le sue procedure straordinarie. Ora serve la rivoluzione della normalità".

Ultimo aspetto la semplificazione legislativa. Delrio sottolinea: "Abbiamo voluto fare una scelta all'insegna della semplificazione: basti pensare che il vecchio codice conteneva 600 articoli, mentre quello nuovo sarà composto da 217. E in un unico testo verrà riformato il codice e saranno recepite tre direttive europee".
 

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